TSCO

Le quattro lettere sono un acronimo – non un acrostico come detto su Twitter – che potrebbe nascondere la parola TOSSICO, ma dietro quella sigla non ci sono veleni da eliminare, significa invece Troppi Segni di Croce Ontheroad.

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Da almeno venti anni un paio di volte alla settimana il mio personal/calvario di duro asfalto linee tratteggiate linea continua bianca ma anche gialla conosce una sua vita parallela tra Filottrano e l’antica terra  della libertà, varco confini, arrivo fino su in cima a San Marino, dove c’è il Kursaal. Centoquarantaquattro kilometri, un’ora e tre quarti in media, spazio/tempo che cerco di sfruttare al meglio con musiche e radio (rigorosamente radio 3), telefonate e chiacchiere con l’altro- da- me. Ma anche segni di croce. Costruendomi la mappa di una psicogeografia della devozione verso i morti che negli ultimi tempi sta diventando ampia come la carta dell’impero grande quanto l’impero eccetera vedi racconto di Borges.
 

[seguiranno localizzazioni, nomi, foto e racconti]

“thedarksideofthelight”

Là dove tutto è luce, le ombre non sono soltanto dei riflessi.
La parte oscura della luce si definisce nei contorni percorsi da segni grafici ripetuti e infiniti come onde.


Anche l’icona scelta da Thea Tini, per la sua partecipazione alla Biennale di Venezia Arte, è un riflesso pieno di luce.
La Reggenza –sempre plurale a San Marino – come metafora di trasparenza e partecipazione: luce in-azione
nelle illumi-NAZIONI, per parafrasare i titoli del padiglione sammarinese e quello generale dell’edizione 2011 della Biennale.

I profili di due figuranti, che per un giorno hanno indossato gli abiti da cerimonia della suprema magistratura sammarinese- attraversati da onde di scrittura, riportano al senso di appartenenza al territorio, un sentimento tipico e nobile di chi è nato e vive nella più antica repubblica del mondo.

Antonio Prenna, giornalista
http://www.theatini.com/SitoWeb/Spec_Biennale_2011/Spec_Biennale.htm

DELITTI & MISTERI

Tre classici autori del mistery e del poliziesco, Edgar Allan Poe, Arthur Conan Doyle e Raymond Chandler, vengono celebrati dalla filatelia sammarinese, per la serie “Scrittori”.
Il primo è considerato universalmente l’inventore del genere letterario di tipo investigativo.
Su fondo rigorosamente giallo, figurine simboliche rimandano ai personaggi più significativi dei tre autori.
L’associazione deriva dal colore delle copertine della collana Mondadori che negli anni ‘30 ha importato in Italia questo tipo di letteratura.
Per ognuno di loro si ricorda inoltre un particolare anniversario.
Magia dell’universo filatelico, verrebbe da dire, che privilegia le ricorrenze con la cifra tonda.
Per Poe è il bicentenario della nascita (e persino il 160° della morte).
Un gatto nero, un gomitolo e la scritta “Auguste Daupin” raccontano il suo mondo.
Daupin è il protagonista de “I delitti della Rue Morgue”, il primo esempio di racconto dove la trama si sviluppa su un’investigazione.
Con l’intuito e ragionamenti di tipo matematico Daupin risolve complicati misteri.
Per Conan Doyle, nato nel 1859, è il 150° dalla nascita.
Nel francobollo un segugio richiama immediatamente il suo personaggio più famoso.
La scritta “Sherlock Holmes” inequivocabilmente invia alla mente l’investigatore per eccellenza, che con un solo sguardo riesce a capire enigmi insondabili.
“Quando hai eliminato l’impossibile, qualsiasi cosa resti, per quanto improbabile, deve essere la verità”, è una frase tipica dell’investigatore inglese.
Raymond Chandler è scomparso nel 1959.
Philip Marlowe è il protagonista di numerose sue storie.
Un cappello a falde e un telefono dal gusto classico evocano l’immaginario dell’autore americano.
La prima apparizione del malinconico e cinico detective risale al 1939 (volendo un’altra ricorrenza tra le ricorrenze) con la pubblicazione de “Il grande sonno”, interpretato sullo schermo da Humphrey Bogart, che ne divenne la maschera inconfondibile.

Autrice dei bozzetti è l’artista sammarinese Anna Malpeli che si cimenta per la prima volta nella difficile arte di rendere con un colpo d’occhio, in un minuscolo rettangolo dal valore postale, suggestioni e rimandi.
Ho incontrato Anna per chiederle di questa sua esperienza.
Si occupa professionalmente di tutt’altro ma pur sempre di immagini.
Lavora al Museo di Stato di San Marino, nel laboratorio di restauro.
Ama modellare la ceramica fuori dal lavoro, dove di solito si cimenta con solventi, olio e pennellini.
Lavori che richiedono una pazienza infinita, oltre all’esperienza.
Il direttore dell’Azienda Filatelica sammarinese, Gioia Giardi, l’ha voluta come bozzettista.
Da quando ha assunto l’incarico direttivo è a caccia di nuove soluzioni artistiche per diversificare un prodotto che rischia spesso di essere ripetitivo.
Gioia Giardi aveva visto qualche lavoro dell’artista, in occasione di una mostra, rimanendone positivamente colpita.

Raggiungo Anna al telefono.
Esordisce dicendo che ha sempre pensato che collezionare francobolli fosse “qualcosa di estremamente noioso e – che – non c’è niente di più lontano da me del gusto della raccolta”, ma è un tipo dalle mille sfaccettature che ama le sfide insolite.

“Come si comincia partendo da zero?”
“E’ molto stimolante – afferma – raccontare con qualche segno essenziale e pochissimo spazio un’atmosfera. Tra l’altro il giallo non è propriamente il mio genere letterario, ma mio padre divorava quel tipo di letteratura e quando ero piccola ho visto girare per casa molti di quei libri dalla carta ruvida. Per cercare ispirazione ne ho letto qualcuno. Ho cominciato così. Leggendo Chandler. L’immagine del detective che quando entra nel suo piccolo ufficio sempre in disordine, lancia il cappello sulla scrivania, accanto al telefono, mi è rimasta particolarmente impressa”.

“Non è andata per ordine, Poe è il primo dei francobolli”, chiedo.
Anna segue un suo percorso mentale: “Poe è arrivato dopo, ho trovato le sue storie un po’ pesanti, mi piacciono di più le poesie, l’immagine del gatto nero mi sembrava però efficace. Mi ha aiutato Franco Filanci a definire meglio i particolari, lo ringrazio molto, anche se le mie idee di base erano diverse”.

Filanci ha realizzato numerosi bozzetti ed è un esperto del settore, sono suoi numerosi studi e articoli che compaiono nella stampa specializzata.
“Il gomitolo è suo, è l’intreccio della matassa da sciogliere per trovare il bandolo della matassa insomma”.

“E per quanto riguarda Sherlock Holmes?”
“Il segugio che segue le orme non esiste in realtà, è frutto delle mie rielaborazioni- dice Anna- ha orecchie sproporzionate, però rende bene l’idea. In realtà avrei voluto disegnare solo animali ma per Marlowe era una gara dura, il detective forse non ama neppure se stesso, figuriamoci gli animali. Avevo pensato ad un’aquila, simbolo tipicamente americano, ma nei racconti di Chandler non ho trovato aquile”.

“Come ha proceduto tecnicamente?”
“Ho disegnato su fogli A4, rimpicciolendo successivamente l’immagine per vedere l’effetto. Avrei preferito non usare il nome dei personaggi, quanto quello degli autori, ma in questo la committenza è stata categorica, per quanto la serie si richiami proprio agli scrittori. Misteri della filatelia. Un mondo che comincio a conoscere piano piano e comunque ad apprezzare molto”.

“Il colore del mistery è piuttosto il nero e solo in Italia ha questo colore per via della copertine di colore giallo della serie Mondadori, la stessa che leggeva suo padre, non può diventare di difficile lettura fuori dai confini dell’area italiana?” butto là in modo provocatorio.
Anna non si scompone: “Non mi sono posto il problema, il giallo per gli italiani –e naturalmente per noi sammarinesi -viene naturale associarlo alle storie investigative”.

“Spedirà cartoline e lettere ad amici con i suoi francobolli?”, mi viene spontaneo chiedere.
“Farò di più. Ho intenzione – risponde –di disegnare cartoline artistiche con gli stessi soggetti (gatto, segugio, cappello e telefono d’annata) per creare delle rarità filateliche. So che tra i collezionisti si usa raccogliere cartoline chiamate Maximum, le cui immagini sono uguali a quelle del francobollo.
Ci sto proprio prendendo gusto. Scopro un mondo nuovo, è divertente”.

DATI TECNICI

Emissione: 16 giugno 2009
Valori: 3 valori da € 0,36 – 0,85 – 1,40
Formato del francobollo: 40 x 30 mm
Dentellatura: 14 x 13 ¼
Fogli: da 12 francobolli
Autore del bozzetto: Anna Malpeli
Tiratura: 80.000 serie
Stampa: da 20 francobolli con bandella descrittiva a sinistra