L’ignoto continua a divorarmi

Thanx Mario Pischedda


  

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#alfabetoprivato

noi siamo qui, in questo limbo perenne, in questa terra di mezzo di nessuno, consapevoli di non meravigliare più, “se qualcuno ci vuole meravigliare full time alla fine non ci meraviglia più”, lo sappiamo perfettamente ma nonostante questo imperterriti continuiamo il rito della scrittura superficiale, quella che non arriva in profondità, ci muoviamo perchè ci siamo, quasi un istinto, scriviamo perchè ci siamo ai quattro lettori che sono con noi, con la solitudine dello schermo, con la solitudine della stanza vuota, un mare di solitudini, dal più famoso al meno famoso, alla fin fine “non possediamo neanche noi stessi”, non continuo per non allungare il brodo vegetale, e poi quello che conta pare sia il thriller, il trabocchetto, i doppi giochi, l’enigma, il diario è consentito ai grandi, sapere le loro debolezze, le idiosincrasie, quel che è certo è il vuoto, la insoddisfazione che non riusciamo a placare nè a lenire in alcun modo
Ph. Lar.

#alfabetoprivato [cfr E’ un gallo che urla ]

M come meravigliose modalità del visibile contratte in una stringa temporale

così risicata mente ridicola da rendersi compiacente alle modalità dell’udibile

non così tanto maravilliose #alfabetoprivato non si parte mai dalla A di Anacronistico

semmai dalle vecchie care 5W del giornalismo verace

     urge chiosa pischeddesca come sai fare tu altrimenti mi tocca

riprendere l’ultimo de carlo che pesa un’estate razione, forse era meglio prendersi un ebook

che pesa un kavolo di kylobite #alfabetoprivato un’estate razione che suona appena

come E di esagerazione una razione d’estate nihil o stat in magica terra sardinia

sentirsi ispirati significa respirare il vento tra i boschi pieni di selvaggeria

e così la maraviglia ritroverebbe il suo versus #alfabetoprivato Ph. Lar. sta per philosophic larsen

#alfabetoprivato quella maledetta B di brodo primordiale e nessuna chiosa potrà lenire

il tormento della tentazione di esistere

tirteo, saffo, ipponatte, teocrito, vado a braccio, i residui mnestici del liceo, quant’acqua passata sotto i ponti, ricordo la cetra, la lira, l’ombra sotto l’albero del melo, le invettive, schegge sublimi, sì il frammento ha un suo fascino inesauribile, suggerisce, suggestiona, non definisce nè finisce, ti lancia in uno spazio inesplorato, come una meteora nel cielo, e poi l’amore mai velato, il piacere, la sensualità mai tacciata di volgarità, ed infine la miniera leopardiana dello zibaldone, tutta la filosofia racchiusa in un attimo, in una intuizione, quando fui a napoli, nell’anno di maradona, la prima tappa fu proprio il recanatese, accanto al poeta della latinità, ed infine, oggi, i videoframmenti del programma più geniale della televisione, accostamenti da vertigine con montaggio da vertigine, lo sberleffo, il sarcasmo, il grottesco

“TAP ROUL” – IL LIBRO DA SPOGLIARE DI MARIO PISCHEDDA

Pubblicare una scrittura zero (per usare una espressione barthesiana) quotidiana, molto vicina al parlato e situazionista, che cioe’ rispecchia stati ed emozioni del momento senza grandi elaborazioni concettuali, e’ rivoluzionario. Scrivere per pubblicare richiede un sintonizzarsi con il gusto medio, con quello che piace, con quello che fa.notizia. Quindi la pubblicazione che dov…rebbe essere strumentale alla diffusione della notizia, agisce in realta’ sulla materia e la forma della notizia e diventa fine. La rivoluzione della rua operazione sta nel fotografare la scrittura zero dei tuoi contatti e pubblicarla senza rielaborare. E’ come se sorprendessi questi corpi, nudi al mare, appena coperti da uno slip che mangiano l’insalata di pasta fredda dal frigo portatile. La seconda istanza rivoluzionaria sta nel fatto che tu non vendi il libro. Gli utenti del libro sono in massima parte corpi che con i loro stati e con la loro materia in azione hanno creato il manufatto. Leggendo il libro questi corpi vi si ritrovano, si ricordano, si riscoprono, si riappropriano di se’… Il valore che ciascuno da a questa riappropriazione lo lasci quantificare ai tuoi scrittori…tu che assembli, che copi, incolli, sistemi e mostri a ciascuno l’anima nuda sulla pagina bianca…sei l’editore ante litteram, un cercatore di corpi da sbattere sulla pagina Tutto cio’ rappresenta un’operazione bellissima, unica nel suo genere, che libera chi scrive dalla costrizione di scrivere per pubblicare, perche’ tanto c’e’ pischedda a cogliere il grappolo buono, maturo, non inaridito dal sole e neanche ammuffito o punto dagli insetti. Tu sei il gardener ante litteram, vendemmi 9 minuti fa Celeste Brioschi. Il punto e’ cosa e per quanto tempo ancora sorregge la tua passione a vendemmiare…e se questa vendemmia e’ sostenibile.
*

Sembra di stare dentro ad un incubo kafkiano e non in una nazione civile, politici corrotti che rubano a piene mani e cittadini perseguitati con oneri e gabelle di ogni tipo.
*
Se potessi essere chi vuoi tu Se potessi sempre essere chi vuoi tu Per tutto il tempo
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[MARIO PISCHEDDA]

CADAVERI ACCIDENTI

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    le cadavre exquis boira le vin de toilette nouveau

    Ecco che arriva il momento che il rock su sua madre

    Che conosce la sua stessa voce

    Ecco che arriva il momento del cockio su sua madre

    mente tutto fuori e mens sana in corpore sano

    allora sì arriva una risposta decisamente

    sì alloro ai poeti improvvisatori

    indecentemente visibili le posture dei poeti assoluti assolutori
    mentre ancora gli aedi del nuovo corso intonano un inno a chi cosa perché

    ci siamo qui ora tra cicale assordanti di sardegne sconosciute

    sì alloro ai poeti accidenti
    eccedenti e dissolutori

    quando le parole si attorcigliano e schioccarle sul palato

    è un piacere raro

    quasi come gustare rognone a colazione in quel giugno fatale

    come la pianta di caffè di mia madre sul balcone,

    a sopravvivere riuscendoci

    senza risposte alcune

    soltanto guardandola la pianta cresce

    macchine fotografiche su treppiedi in sala scattano foto nere con l’obiettivo tappato.

    Le migliori foto mai scattate

    come i gialli ancora non scartati, i più irrisolvibili misteri di plot

    “Viaggiare attrezzati”, così recitano molti cartelli all’università di Bologna.

    [scritto con mario pischedda e gabriele ferraresi di propria nostra mano digitale]

    http://mariopischeddainmovement.blog.tiscali.it/2012/08/18/alloro-ai-poeti-dissolutori/

    http://mariopischeddainmovement.blog.tiscali.it/2012/08/18/alloro/