VARIATIONS ON A THEME FROM TAP ROUL

Annunci

“TAP ROUL” – IL LIBRO DA SPOGLIARE DI MARIO PISCHEDDA

Pubblicare una scrittura zero (per usare una espressione barthesiana) quotidiana, molto vicina al parlato e situazionista, che cioe’ rispecchia stati ed emozioni del momento senza grandi elaborazioni concettuali, e’ rivoluzionario. Scrivere per pubblicare richiede un sintonizzarsi con il gusto medio, con quello che piace, con quello che fa.notizia. Quindi la pubblicazione che dov…rebbe essere strumentale alla diffusione della notizia, agisce in realta’ sulla materia e la forma della notizia e diventa fine. La rivoluzione della rua operazione sta nel fotografare la scrittura zero dei tuoi contatti e pubblicarla senza rielaborare. E’ come se sorprendessi questi corpi, nudi al mare, appena coperti da uno slip che mangiano l’insalata di pasta fredda dal frigo portatile. La seconda istanza rivoluzionaria sta nel fatto che tu non vendi il libro. Gli utenti del libro sono in massima parte corpi che con i loro stati e con la loro materia in azione hanno creato il manufatto. Leggendo il libro questi corpi vi si ritrovano, si ricordano, si riscoprono, si riappropriano di se’… Il valore che ciascuno da a questa riappropriazione lo lasci quantificare ai tuoi scrittori…tu che assembli, che copi, incolli, sistemi e mostri a ciascuno l’anima nuda sulla pagina bianca…sei l’editore ante litteram, un cercatore di corpi da sbattere sulla pagina Tutto cio’ rappresenta un’operazione bellissima, unica nel suo genere, che libera chi scrive dalla costrizione di scrivere per pubblicare, perche’ tanto c’e’ pischedda a cogliere il grappolo buono, maturo, non inaridito dal sole e neanche ammuffito o punto dagli insetti. Tu sei il gardener ante litteram, vendemmi 9 minuti fa Celeste Brioschi. Il punto e’ cosa e per quanto tempo ancora sorregge la tua passione a vendemmiare…e se questa vendemmia e’ sostenibile.
*

Sembra di stare dentro ad un incubo kafkiano e non in una nazione civile, politici corrotti che rubano a piene mani e cittadini perseguitati con oneri e gabelle di ogni tipo.
*
Se potessi essere chi vuoi tu Se potessi sempre essere chi vuoi tu Per tutto il tempo
*
[MARIO PISCHEDDA]

SEGNALAZIONE ASSONANZE: il mio cassero (cfr il mio carso)

http://www.gallizioeditore.com/2012/07/discorsi-un-po-del-cassero/

“Correvo col vento espandendomi a valle, saltando allegramente i muriccioli e i gineprai, trascorrendo, fiondata sibilante. Risbalestrato da tronco a frasca, atterrato dritto sulle ceppaie e sul terreno, risbalzavo in uno scatto furibondo e romoreggiavo nella foresta come fiume che scavi il suo letto. E dischiomando con rabbia l’ultima frasca ostacolante, ne piombavo fuori, i capelli irti di stecchi e foglie, stracciato il viso, ma l’anima larga e fresca come la bianca fuga dei colombi impauriti dai miei aspri gridi d’aizzamento.”
O ancora: “Amo la piova pesa e violenta. Vien giù staccando le foglie deboli. L’aria è piena di un trepestio serrato che pare una mandra di torelli. L’uomo si sente come dopo scosso un giogo. Ai primi goccioloni balzo in piedi, allargando le narici. Ecco l’acqua, la buona acqua, la grande libertà.” “Tutto m’era fraterno”.
Nasce Pennadoro, che è poi la forma italianizzata del cognome Slataper (in ceco=slato=oro, pero= penna).
Con La Calata nasce la figura di un eroe tardoromantico, destinato a sconfiggere la menzogna e l’ipocrisia.
Vi è in Slataper un senso della natura “nordico”, primigenio, intenso, che conferisce alla sua opera un’apertura europea.
A La Calata segue l’ingresso nel mondo del lavoro e della politica, s’affacciano speranze per la sua città e desiderio d’impegno.
“Se voi venite a Trieste io vi condurrò per la marina, lungo i moli quadrati e bianchi nel mare, e vi mostrerò le tre nuove dighe nel vallon di Muggia, fisse nell’onde, confini nella tempesta, costruite su enormi blocchi di calcare cementato.”

La Sposa Virtuale

Certo una lettura inusuale senza punti di riferimento. Sembra l’esplosione di una trama, dei personaggi, della lingua che si rifiuta di sottostare alle norme grammaticali

Forse l’atmosfera conta più della storia? La mia suggestione mi porta a interpretare come una frantumazione della linearità temporale. La donna iniziale è la stessa della conclusione: una donna matura chiusa nella convenzionalità del rapporto

Quella stessa donna un tempo era stata giovane, piena di sogni, con un amore folle e fallito!

Come un sacchetto di vetri spezzati. Se ci infili la mano ti tagli.

E’ una sorta di virtuoso paradosso espresso con un linguaggio molto ben sorvegliato, che appunto dà un senso a quell’affastellamento di sensazioni che se appare a prima vista come uno stream of consciousness,  in realtà mantiene un filo affabulatorio, mai ridondante, che unisce le varie parti. Una narrazione che assomiglia molto ad un monologo teatrale. 

… una scrittura emotiva, molto articolata… impegnativa

Moooollltoooooo interessante. Bello. Moooltooo iroonicoooo.

L’idea è molto convincente. La scrittura funziona, è sintomatica, con una sua originalità.

…scritti esemplari di alcuni punti nodali: semplici eppure fondamentali, nell’approccio ironico e disincantato, con qualcosa della scena teatrale o della sceneggiatura cinematografica, metterei una colonna sonora di mia scelta per ciascuno dei racconti…

[raccogliendo opinioni su LA SPOSA VIRTUALE – romanzo di formattazione]

https://twitter.com/#!/sposa_virtuale

http://storify.com/moglie_virtuale