La Sposa Virtuale

Certo una lettura inusuale senza punti di riferimento. Sembra l’esplosione di una trama, dei personaggi, della lingua che si rifiuta di sottostare alle norme grammaticali

Forse l’atmosfera conta più della storia? La mia suggestione mi porta a interpretare come una frantumazione della linearità temporale. La donna iniziale è la stessa della conclusione: una donna matura chiusa nella convenzionalità del rapporto

Quella stessa donna un tempo era stata giovane, piena di sogni, con un amore folle e fallito!

Come un sacchetto di vetri spezzati. Se ci infili la mano ti tagli.

E’ una sorta di virtuoso paradosso espresso con un linguaggio molto ben sorvegliato, che appunto dà un senso a quell’affastellamento di sensazioni che se appare a prima vista come uno stream of consciousness,  in realtà mantiene un filo affabulatorio, mai ridondante, che unisce le varie parti. Una narrazione che assomiglia molto ad un monologo teatrale. 

… una scrittura emotiva, molto articolata… impegnativa

Moooollltoooooo interessante. Bello. Moooltooo iroonicoooo.

L’idea è molto convincente. La scrittura funziona, è sintomatica, con una sua originalità.

…scritti esemplari di alcuni punti nodali: semplici eppure fondamentali, nell’approccio ironico e disincantato, con qualcosa della scena teatrale o della sceneggiatura cinematografica, metterei una colonna sonora di mia scelta per ciascuno dei racconti…

[raccogliendo opinioni su LA SPOSA VIRTUALE – romanzo di formattazione]

https://twitter.com/#!/sposa_virtuale

http://storify.com/moglie_virtuale

Annunci

TWITTERATURA@MAGDALA

Mi guardo nell’anima e non trovo nulla su cui discutere con te. Mi sento perfetta così come sono, con le mie debolezze che mi rendono unica.

Oggi mi sono ritrovata intatta. Rinata. Con l’anima piena di dignità. Così voglio svegliarmi ogni giorno di questo viaggio.

Ti guardo e un solo desiderio mi assale: accucciarmi tra le tue braccia e dormire con lo stesso respiro

Dietro ai vetri è arrivato il matttino. Una lama di ghiaccio risplendente di luce. Riflesssi offerti al mondo con generosità disarmante.

…e le carezze del silenzio e la musica dell’amato Bertrand e quell’ovatta tutta mia di solitudine e cura.

E se você estivesse do meu lado, tudo seria perfeito.

Mi piace ascoltare il vento sulla mia pelle…mi guardo dentro e vedo l’universo.

Il tono della tua voce sussurrante all’orecchio carezza i ricordi. Quando ti sento così… dietro di me, con il fiato caldo sul mio collo…

Modifico contorni. Velature purissime. Riempio gli spazi. Il colore passa dalla visione alla tela mediato dalla punta sottile del pennello.

Le immagini arrivano veloci. Sovrapposte. Fanno tremare. Diventano godimento nella sofferenza dell’assenza.

Dal tocco capisci chi ti sta di fronte. Lo sguardo lo puoi manipolare…il tocco mai!

…si va sul sottile? dita affusolate?

Anna Maria Maddalena

@MagdalaD


Francesca Mazzucato

@eroticnotes

FRANCESCA CHE CINGUETTA

francesca, urge un’intervista anche a te no?

Urge? quando vuoi.

urge urge, abbiamo un retwitting in comune, visto che le interviste le ho fatte nei modi più diversi con te potrebbe essere qui su twitter che dici?

Qui su twitter va benissimo

è più particolare e si è costretti alla brevitas

cominciamo…tu vivi di scrittura non solo nel senso dell’attività professionale, la scrittura permea la tua vita

La mia vita è interamente determinata dalla scrittura. Lo diceva anche la Beauvoir. Nel mio caso scrittura anche su twitter, tumblr ebook.

perchè preferisci twitter?

Per il valore che dà alla parola. Per la maniera di comunicare. Diretta. Senza minuetti. Non sbrodola. E per la timeline. Superbo stream

la scrittura come diventa vita? la scrittura “sublima” la vita?

La scrittura si plasma. Si modella. Puó essere narrativa, colta,discorsiva,sensuale,informativa.Creativa. Il mezzo lo consente

la scrittura su twitter si può rendere folle, umorale, sperimentale, può essere sfogo, abbozzo di storia, dettaglio fondamentale. Sublima

aiuta, carezza, rileggermi e leggere gli altri, seguire le strade chiare o impervie dei link, i tumblr integrati a volte è davvero bello

come usi questa interazione per la tua scrittura, quella che finisce in articoli, libri, ebook? è “vissuto” che diventa racconto?

C’è del vissuto che diventa racconto, senza dubbio, che acquista pulsazioni e vitalità nell’interazione con gli altri.

Non so se c’è una influenza subliminale, anche. E’ da anni che lavoro sul frammento. Per questo twitter mi ha così coinvolto

e, come dico sempre, è la mia concezione a una forma di diario. Spesso registro pezzi della mia vita come Krapp, il personaggio di Beckett

registrava nastri. Sono consapevole che si tratta solo di uno strumento, sia chiaro. Mi rifletto, comprendo meglio.

krapp è un clown

Krapp è anche uno scrittore

la scrittura per dare un senso alla vita?

Non ci riesce a darlo del tutto il senso. A volte. Ma è lo stesso necessaria,la scrittura. Necessario l’atto. Non potrei vivere

d’altra parte da diverso tempo il tuo quotidiano è in simbiosi con questa scrittura frammentaria, quasi a sovrapporsi a volte, credo

Si. Il mio quotidiano vive si mischia si confonde con questa scrittura del frammento. Ma il nostro è un tempo del frammento.

il frammento diventa un’altra cosa sulla pagina scritta (o elettronica), come avviene la trasformazione (quasi un’alchimia)

facile con la poesia (è sua natura) un po’ meno con la narrazione

anzi, le narrazioni, la narratività
Ultimamente, l’ebook Erotic Notes Frammenti, edito da Delirium ne è un esempio. E’ ancora in classifica su Book Republic. L’editore ne ha curato la traduzione inglese ed è in tutti gli store americani, sta ottenendo un buon successo: sto preparando la versione francese
Estesa, adattata, ancora più frammento, se è possibile. Prima, nel 2010 Autobiografie pornografiche e Lettera d’amore a Bertrand Cantat
Il secondo è un libro difficile, coraggioso scomodo. E’ un romanzo, non estraneo a una narrazione che viene forgiata da “capitoli- frammento
In effetti la prosa poetica predomina, per forza, ed è presente, attraversa. le scritture.
…fiumi di carne…stremata assenza…ipotesi…tormenti…ti riconoscerai?
la scrittura-frammenti non può essere “facile”? (domanda provocatoria, cerco di capire quali suggestioni ti muovono) quali pulsioni sono all’origine della scrittura-frammento…quasi si trattasse di un atto d’amore fisico, per forza frammentario, legato al momento in cui il sangue circola forsennato (anche se questo si può dire per ogni momento della vita no?)

Si, sono d’accordo con ognuna delle tue affermazioni. Anche rileggendo l’ultimo romanzo, in uscita a novembre” Lo Svizzero” me ne accorgo

E’ un romanzo di ampio respiro, ma c’è continuamente il “momento corsivo di sangue forsennato”, sì c’è. Eppure è una storia complessa

Il linguaggio della scrittura finché non è diventato elettronico era silenzioso, interiore. Oggi siamo produttori della nostra oralità, che è pubblica perché condivisa in Rete alla velocità della luce con un linguaggio allo stesso tempo interiore ed esteriore, sostiene  de kerckhove

forse anche tu insegui questo tipo di oralità?

[continua]

Francesca Mazzucato (Bologna),è una scrittrice italiana.
È laureata in lettere moderne e specializzata in Biblioteconomia con un master al Parlamento Europeo. Parla cinque lingue. Vive tra Bologna, la Liguria e la Francia, Alterna l’attività di scrittrice a quella di traduttrice, critica letteraria e consulente editoriale.

http://www.eroticnotes.be/www/

http://scritture.blog.kataweb.it/

http://mazzucatofrancesca.splinder.com/

RETWITTING

di Francesca  Mazzucato

corpo parola desiderio                     ho interferenze fluidi e incoerenze              intensità che mi abita                                                                    (In)concepibili nostalgie                                                                               @samuelbeckett_ what would I do what I did yesterday and the day before citazioni esplorano il mio stato d’animo con allarmante precisione dell’assenza conosco magie  (di)se_gnare varianti fra galassie bastanti                        interludio visionario su parola- corpo-città                                                Nessuna revoca al ricordo_slancio negato.    un segno, certo                                                               la realtà ha gia tutto it is already here dice il maestro rodney smith       eppure qui riporta solitudine che occulto alla bellezza, drammatica bellezza, a lei ritorno                                                                                                                                   E quando la bellezza diventa la bellezza che fa male ho questi sussulti        cose verdi non di carta velina vicinanza respiro                   Ci saranno forse confetti rosazzurri, ci saranno veli e naturalmente sussurri                                                                     cose vere e non aleatorie e volatili                                                                                    le parole insistono carezzano, intorbidano, si dispiegano implacabili          non lo scriverò più anche il tempo manca           volare_solo_volendo_volare_cadendo                                                 Le parole devono risuonare                                                                                     Smarrire la polvere dell’abuso, devono, le parole                             Rimpiangono, angosciano (frames, ad esempio), desistono. …        Impossibilità a modificarsi forse…                                                                                    in rincorsa delle ore che scivolano con lieve modifica et voilà                                                                                                                                           Ogni cosa, lentamente al suo posto.                                                                            ultimo nastro nella notte di Krapp                                                                                      io sono Krapp io mi sento come Krapp io non ho nastri                                        Krapp registrava nastri                                                                                                        Beckett e Beckett e ancora                                                                                                      e nessuno ha tempo                                                                                                         atroce la parte di tempo che si fa non-tempo                                                     mistifico mistifichiamo solitudine che occulto … sempre segni e basta una vocale                                                      si può essere scrittori solo cercando rifugio                                                                   e accoglimento che resti miraggio                                                                             Corro dalle scadenze, loro, in me ripongono speranze.                                            la perla come la luna, se calante o crescente, si vedrà                                              Il desiderio declinato. necessità di parentesi                                                                  E la notte. illuminare, onorare, in un magnificat di desideri                              solo provvisoriamente coincidenti                                                                        lasciare andare solo così la sinfonia si incide                                                                   E le luci di QUELLA notte sulla pelle inesorabilmente                              segnando tracce                  volare_solo_volendo_volare_cadendo                                                                                        Variazioni polvere sangue e ferro,                                                                                     le dita ferite                                                                                                                            notare la foto( insieme alle parole, alle parole accanto)                                      (questa beckett -ossessione non so se possa essere ancora guaribile)                e’ questo, è il teatro dell’assurdo che si è fatto carne, come il verbo,           come tutti i verbi, e anche i soggetti.    polpastrelli di dita desideranti …                                                                        tante parole da rinnovare, spolverare, rendere strumento                    disattenta traballo                                                                                                              cerco in immaginabili evidenze tangibili                                                                         in immaginabili forme manifesti cerco soltanto paradisi …                    corteggio il calore di abissi che sembrano inferni                                                     fra desistenze sofferenze e seduzioni                                                                             per affondare fra gli umori cangianti                                                                              c’e solitudine fuori ma una folla dentro. me. qui.                                                   volevo strappare all’oblio                                                                                                        un esperimento in tempo reale perchè negarsi                                                         Falsato da note e da fabbricanti di sogni                                                               Ricordo forgiato su ansie e bisogni                                                                             Voglia di carezze, ancora.                                                                                            Corteggiare le destinazioni irrequiete   l’inconnu                                                          Corteggiare la pericolosità                                                                                                       Ho scritto non è mai abbastanza nulla è mai abbastanza.                             rimane un ridicolo simulacro delle ore che scivolano in rincorsa                                                                                           parole di staticità apparente parole di desiderio rarefatto                          laboratorio di parole recuperate, disossate                                                                     il linguaggio che diventa esperimento che ritorna a un’origine                     Beckett lo sapeva                                                                                                             questa canzone a qualcuno piaceva                                                                                     io di me concedo troppo del piacere e delle parole dette                                        del piacere e dei giorni  dell’orgasmo non scritto                                          pretendere volere sapere                                                                                                  vorrei assomigliare a Coetzee                                                                                      Strappare la malapianta del ricordo non ancora stordito dal tempo            Solo parole altrui, ora.                                                                                                      Indole che cerca fisicità condivisa dell’assenza                                                  conosco magie

necessità di parentesi

lasciare andare

solo così la sinfonia si incide

dell’assenza conosco

magie

non aprire non farlo

che resti miraggio sempre segni tracciano dita nell’aria cercare sempre alla fine le ali

mi osservo nerovestita

Eccola, la tessitura delle giornate

(editing Antonio Prenna)