il giorno prima

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Vapori di caldo nascondono il cielo e i treni sono straordinari in quel giorno prima.

Marcinelle  naturalmente in taglio alto. Titolo grande. Tragedia. Al Cinema Lux di Torino, gloriosa sala art déco,  si proietta la sera “Gli invincibili” con Gary Cooper, un film già vecchio quel giorno prima.                                                                                    

Paulette Goddard nel Settecento, schiava e libera oppure a scelta libera e schiava, un gioco delle parti, storia ancora più lontano nel tempo e poi e poi grazie alla tv il vincitore della puntata di Lascia o raddoppia della sera prima (quindi un altro giorno prima ancora, prima del giorno prima) quell’uomo esperto di serpenti ritrova un caro compagno che credeva morto in Russia.

Grande spazio al quiz in pagina interna, minuto per minuto, il signor Walter Marchetti da Milano si presenta per la musica contemporanea, Mike Bongiorno chiede cosa fa? Marchetti dice l’impiegato delle poste, Bongiorno incalza lei ha scelto la musica contemporanea, è anche musicista? Marchetti dice non musicista, sono solo un dilettante, una settimana dopo Bongiorno gli chiederà  quando sente musiche di questo genere che sensazioni prova? e Marchetti io la musica non l’ho mai intesa in senso edonistico, non trovo mica una cascata d’acqua, la musica la sento come vedere un bel quadro, Marchetti lavorerà poi con John Cage ecc ecc fino alla Cramps  Records, la casa discografica degli Area e alle 21,15 in tv, in quel giorno prima,  sull’unico canale Memo Benassi, che aveva conosciuto il successo con Eleonora Duse, interpreta Enrico IV di Pirandello.

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« Alcuni giovani signori e signore dell’aristocrazia pensarono di fare per loro diletto, in tempo di carnevale, una “cavalcata in costume” in una villa patrizia: ciascuno di quei signori s’era scelto un personaggio storico, re o principe, da figurare con la sua dama accanto, regina o principessa, sul cavallo bardato secondo i costumi dell’epoca. Uno di questi signori s’era scelto il personaggio di Enrico IV; e per rappresentarlo il meglio possibile, s’era dato la pena e il tormento d’uno studio intensissimo, minuzioso e preciso, che lo aveva per circa un mese ossessionato».   Luigi Pirandello, Lettera a Ruggero Ruggeri del 21 settembre 1921.

Il giorno dopo era l’undici di agosto, quando sono nato io.

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