La basilica

Ho sognato ambienti insoliti, si sa che gli ambienti dei sogni sono sempre insoliti,

oggi piangevo perché mi vedevo avviluppato in un groviglio che va oltre la vita

e arriva al mistero di tutto l’universo, vedevo il sangue,

mi avvicinavo più che potevo al sangue e la donna in verde dai modi gentili

che si prendeva cura del mio corpo diceva 

” non così vicino, non respirarci sopra al sangue,

il fiato nasconde impurità”, dire vabene ora significa che non sono sofferente, 

pensavo peggio, penso sempre il peggio prima. 

Ho visto il passaggio dei flussi di coscienza, il passaggio dei flutti di significato dei vasi comunicanti e ci respiravo sopra in modo affannoso,   mentre la TV -maledizione- rimaneva sintonizzata su un canale di video musicali italiani, con una serie di dissolvenze incrociate sullo schermo è comparso Zero Renato, dopo i Pooh, noi due nel mondo e dell’anima, allora non ho resistito, ho rotto il silenzio dei ronzii, dei goccia a goccia, degli allarmi che spezzano il silenzio interiore e ho detto con voce tonante Zero no, il pianto allora si è smorzato all’improvviso, niente più molecole di dolore metafisico per via della nube di non conoscenza, nube citata mentre una giovane dottoressa mi guardava dal basso, ecco che tuonando mi tornava prepotente la magia dei rimandi, il multiculturalismo che si nasconde nello sguardo sarcastico di noi maceratesi che veniamo  dal fiume, poi ho ripreso a piangere ascoltando Antonello Venditti che mi ricorda la gioventù. 

La basilica che sta nel tuo braccio non è il tempio che sarà distrutto, conosci la differenza tra duomo e basilica? No, dimmela tu così la sfrutto nelle prossime occasioni.

Un refuso verbale, uno scarto di senso, basilica nasconde sua navata centrale un βασιλεύς,

sentivo mancare la cattedra, quindi la differenzada chiedere era tra duomo e cattedrale.

 Il tempio non sarà distrutto, venga il tuo regno, il tubicino intanto si avventurava

tra i marosi del tempio interiore, mentre comincio il racconto di quel giorno di pioggia,

quando lungo l’A14, sul cofano dell’Audi 80 vedevo poggiata una statuetta.

La Madonna mi guardava piangendo e le sue lacrime si confondevano con la pioggia.

 

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