Dentro la mia caverna

Settimo corso di speleologia. Che le Marche sono una regione tranquilla ce lo diciamo fra noi per farci coraggio, si legge in un’altra parte della pagina di cronaca locale del Resto del Carlino. Conservo il ritaglio perché c’ero anch’io al settimo corso del CAI di Macerata.

  
Autunno 1972 nella gola di S. Eustachio, eccolo in una pala d’altare dipinto da Dürer, eccolo il santo uomo martire accanto a S. Giorgio, il suo nome ignoto alle fonti antiche. Le uniche notizie sulla sua vita sono desunte da racconti tardi e leggendari. Il dipinto ora a Monaco fu commissionato a Dürer nel 1498 da Stephan e Lukas Paumgärtner per la chiesa di Santa Caterina a Norimberga. Il pittore realizzò l’altare probabilmente entro il 1504: evocazioni pensando a quel luogo ameno sede d’un santuario – luogo dove si manifestò il sacro – vicino S. Severino Marche, dove non sono più stato da quell’autunno. 

   

Per alcune caratteristiche, questo santuario può considerarsi il frutto della cultura longobarda. Già alla fine del secolo XII, l’abbazia poteva vantare molte concessioni tra cui il possesso della Pieve di S. Zenone e delle sue quattordici chiese dipendenti, riconosciuto dal vescovo di Camerino Guglielmo per sollevare le condizioni economiche del monastero, impoverito dalla caritatevole assistenza che prestava ai viandanti. Nell’anno 1393 l’Abbazia di Sant’Eustachio in Domora venne abbandonata. La struttura muraria quasi completamente lapidea si innesta al masso roccioso che scavato, costituisce con le sue grotte artificiali l’altra metà della spazialità interna sia della chiesa superiore, sia dei locali sotterranei.

Tutti si sono dovuti cimentare nella salita di una scaletta penzolante da una parete con un “salto” di circa 30 metri nel vuoto. Me lo ricordo bene il settimo corso di speleologia – avevo sedici anni, non sentivo nessun dolore addosso al mattino come ora – ricordo l’uso del “modernissimo attrezzo”: il discensore, per abituare l’allievo sin dall’inizio ad un rigido autocontrollo.  Notevolmente più impegnativa la seconda prova sostenuta dagli allievi. Condotti davanti ad una parete “aggettante” sono stati invitati a discenderla. Le prove erano iniziate alle 9 del mattino, tempo bellissimo,sino ore 18. Poi acceso grande falò, castagnata. Direttore corso Sandro ha detto al cronista (senza firma): “È stato fino a oggi il miglior corso, potrà programmare molte esplorazioni. Penso che almeno la metà di essi allievi si dedicherà alla speleologia.” 

Esperti istruttori li guideranno all’interno della grotta “buco cattivo” a S. Vittore di Genga. Gli allievi si muoveranno in una cornice di stalattiti e stalagmiti come in un paesaggio da fiaba.

Seguirà altra prova alla grotta Caprelle a Pioraco e alla grotta del mezzogiorno a S. Vittore.

  
Segue elenco iscritti al corso tra cui io, ho drammaticamente dimenticato le facce di tutti. Al cinema Iris di Civitanova c’era “La lunga cavalcata della vendetta” e all’Italia un classico del trash “Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda tutta calda” in quel sabato di novembre del 1972. Previsioni del tempo in Adriatico e Jonio. alta pressione in 1.015 millibar sull’Umbria e le Marche e medio bacino in fase di lenta diminuzione per una perturbazione da ovest, venti sino a forza 5/6.
  
 

  

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