LA DITTATURA PROLETARIA DELLE NOTIFICHE

karl-marx-is-hot

I comportamenti troppo “aggressivi” sui social network vengono “repressi” il più delle volte dallo stesso sistema e in molti casi redarguiti dagli utenti con sgridate e minacce di vario tipo (non ti followo più, ti cancello come amico).
Il problema è che se sei troppo presente sulla timeline, retwittando o mettendo il tweet tra i “preferiti”, chi ti segue riceverà email di notifica che riempiranno la sua mailbox.
A me  non ha dato mai un particolare fastidio ricevere email di quel tono, ma moltissimi  non sopportano comportamenti che generalmente sono definiti  “produttori di spam”.
Il termine Spam deriva da una famosa scenetta dei Monty Python ambientata in un ristorante, dove ogni pietanza proposta dalla cameriera è appunto a base di Spam, un tipo di carne in scatola. L’insistenza della cameriera nel proporre piatti con Spam («uova e Spam, uova pancetta e Spam, salsicce e Spam» ) si contrappone al fastidio del cliente per questo alimento, il tutto in un crescendo di un coro inneggiante allo Spam da parte di alcuni Vichinghi seduti nel locale, secondo lo stile assurdo dei Monty Python.

La chiamo ormai “dittatura proletaria delle notifiche”, perché è aperto a tutti, quasi fosse un’opinione pubblica.

Mi è capitato con un profilo fake su twitter che ho fatto per far conoscere una certa mia cosa letteraria, ho retwittato con l’account che uso con il mio nome i tweet postati nell’altro, un gioco di specchi forse fatto con troppo “entusiasmo” (un modo bisognerà pur trovarlo per farsi notare).

Ebbene qualcuno che mi segue ha scritto: “Se uno non segue l’account che hai creato e tu lo retwitti ogni volta, mi tocca smettere di seguire anche te.”

Forse a quell’utente non piacciono davvero i contenuti che trasmette quel mio profilo, ma quello che proprio non capisco è che genere di fastidio provochi la presenza nella timeline di molti retweet dello stesso tipo.

La rete è per definizione “anarchica”, ognuno dovrebbe poter scrivere quanti messaggi ha voglia di spedire (naturalmente nei limiti della decenza dei contenuti), è parte del gioco no? Invece c’è questa sorta di dittatura che ti costringe a diventare “virtuoso.

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Un pensiero su “LA DITTATURA PROLETARIA DELLE NOTIFICHE

  1. credo che non ci sia scampo, del resto con la libertà di scrivere sul web c’è anche la libertà di ricevere notifiche. Hai proprio ragione tu…..se la dittatura del proletariato era la libertà di scegliere nel comunismo, la dittatura delle notifiche è la libertà di scegliere nel web…….
    PS: lo vedrei bene anche su Cantiere Permanente

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