#alfabetoprivato

noi siamo qui, in questo limbo perenne, in questa terra di mezzo di nessuno, consapevoli di non meravigliare più, “se qualcuno ci vuole meravigliare full time alla fine non ci meraviglia più”, lo sappiamo perfettamente ma nonostante questo imperterriti continuiamo il rito della scrittura superficiale, quella che non arriva in profondità, ci muoviamo perchè ci siamo, quasi un istinto, scriviamo perchè ci siamo ai quattro lettori che sono con noi, con la solitudine dello schermo, con la solitudine della stanza vuota, un mare di solitudini, dal più famoso al meno famoso, alla fin fine “non possediamo neanche noi stessi”, non continuo per non allungare il brodo vegetale, e poi quello che conta pare sia il thriller, il trabocchetto, i doppi giochi, l’enigma, il diario è consentito ai grandi, sapere le loro debolezze, le idiosincrasie, quel che è certo è il vuoto, la insoddisfazione che non riusciamo a placare nè a lenire in alcun modo
Ph. Lar.

#alfabetoprivato [cfr E’ un gallo che urla ]

M come meravigliose modalità del visibile contratte in una stringa temporale

così risicata mente ridicola da rendersi compiacente alle modalità dell’udibile

non così tanto maravilliose #alfabetoprivato non si parte mai dalla A di Anacronistico

semmai dalle vecchie care 5W del giornalismo verace

     urge chiosa pischeddesca come sai fare tu altrimenti mi tocca

riprendere l’ultimo de carlo che pesa un’estate razione, forse era meglio prendersi un ebook

che pesa un kavolo di kylobite #alfabetoprivato un’estate razione che suona appena

come E di esagerazione una razione d’estate nihil o stat in magica terra sardinia

sentirsi ispirati significa respirare il vento tra i boschi pieni di selvaggeria

e così la maraviglia ritroverebbe il suo versus #alfabetoprivato Ph. Lar. sta per philosophic larsen

#alfabetoprivato quella maledetta B di brodo primordiale e nessuna chiosa potrà lenire

il tormento della tentazione di esistere

tirteo, saffo, ipponatte, teocrito, vado a braccio, i residui mnestici del liceo, quant’acqua passata sotto i ponti, ricordo la cetra, la lira, l’ombra sotto l’albero del melo, le invettive, schegge sublimi, sì il frammento ha un suo fascino inesauribile, suggerisce, suggestiona, non definisce nè finisce, ti lancia in uno spazio inesplorato, come una meteora nel cielo, e poi l’amore mai velato, il piacere, la sensualità mai tacciata di volgarità, ed infine la miniera leopardiana dello zibaldone, tutta la filosofia racchiusa in un attimo, in una intuizione, quando fui a napoli, nell’anno di maradona, la prima tappa fu proprio il recanatese, accanto al poeta della latinità, ed infine, oggi, i videoframmenti del programma più geniale della televisione, accostamenti da vertigine con montaggio da vertigine, lo sberleffo, il sarcasmo, il grottesco

Un pensiero su “#alfabetoprivato

  1. This specific post, “#alfabetoprivato | [ antonio prenna ]” shows that you know what precisely you’re writing about! I actually definitely agree with your blog. Thank you -Krystle

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