MMM

La suggestione del nome. Non si capisce immediatamente, per chi non conosce Barker, la derivazione dal titolo del racconto di Libro di sangue, sembra più qualcosa di popolare: macellai ambulanti in giro per i quartieri di Roma, di notte a distribuire carne… poi diventa un acronimo efficace, molto metropolitano… In effetti più che al racconto di Barker l’idea del nome viene da ciò che esso evoca almeno per noi. La notte in una grande città fatta di sangue, una notte pericolosa dove l’insidia è sempre vicina. Nessuna musica come il Jazz riesce a ispirare certe visioni notturne, dove figure indistinte di muovono nella nebbia. Noi abbiamo la presunzione di definirci un gruppo di Jazz sperimentale il nome deve evocare questo. Atmosfere in controtendenza rispetto al garage invadente o alle musiche dei ragazzi con chitarra o agli intimismi o al fintosocialerap…

quali fantasmi si agitano nelle notti di MMM? Da quando il progetto è nato l’ispirazione è sempre stata la stessa, e ci siamo sforzati anche a nostro danno di rimanere in binari ferrei: pellicole in bianco e nero, Night club e femme fatale, crimini irrisolti e amori mortali tra gli anni Quaranta e gli anni Cinquanta.

Responsabile la visione nei primi ‘90 di Twin Peaks? Twin Peaks e la sua colonna sonora insieme a tutta l’opera di Badalamenti/Lynch sono capisaldi delle nostre influenza. Il prossimo album Black Lake Confidences sarà ispirato ad un’ambientazione vicinissima a Twin Peaks. Eseguiremo infatti anche una cover del celebre brano Just you and I….Un lago nebbioso d’inverno. Operazione postmoderna (classico+moderno) quanto pensata? In noi tutto è studiato come detto. Certo il nostro suono elettronico e oscuro è distrante nella realtà da ciò che vogliamo evocare, ma noi manipoliamo la realtà utilizzando immagini, frasi e suoni del Noir classico cinematografico e letterario.  Siamo un gruppo decisamente postmoderno e il risultato che vogliamo ottenere è puro manierismo Noir.

Il burlesque si sposa con MMM…[tra i vs following su Twitter c’è @WorldBurlesque, parteciperete? avete partecipato?] Personalmente sono un collezionista di vecchie foto e fanzine degli anni quaranta e cinquanta, riviste tipo Exotique e Bizzarre. Il burlesque di oggi non mi interessa. E’ un intrattenimento sterile, chiaramente lo stile estetico mi piace ma solo quello.

Fred Buscaglione invece si sposa poco, nonostante lo swing… Fred Buscaglione è una mia personale icona. Credo ci stia bene con il personaggio che interpreto durante im LIve di MMM…un crooner perdente. Ascoltarvi dal vivo è molto coinvolgente, surreale. Durante i vari tour europei, quali differenze nelle reazioni del pubblico? All’estero ci conosco molto meno che in Italia e questo è un punto su cui dobbiamo lavorare. D’altronde i titoli dei brani e i testi sono principalmente in italiano. Ci piace di più suonare in posti dove nessuno ci conosce in ogni caso. E questa primavera stupiremo tutti da questo punto di vista… L’idea di distribuire carte da gioco di MMM durante lo spettacolo crea aspettative negli spettatori, alla fine si pensa ad un gioco che invece non c’è… Le carte rappresentano una sorta di condivisione con il pubblico, è l’invito a partecipare e a calarsi nell’atmosfera che vogliamo evocare. Chi prende la carta diventa un giocatore del nostro tavolo, tra cocktail e sigarette- La maschera, la musica che diventa spettacolo, coinvolgimento del pubblico: c’è anche il teatro oltre al cinema alle origini dei MMM? In passato le nostre performance erano molto fisiche ma poco gestibili. Quello che si vede ora è semplicemente un rimando a ciò che facevamo all’inizio depurato di tutto ciò che non andava bene. Ora la formazione di MMM a tre è stabile e dal vivo è concentrata sul suono anche se io come frontman cerco attraverso la fisicità di immergere lo spettatore nella nostra atmosfera. Siamo in questo senso degli attori dilettanti e perdenti. _____________________________________________________________________________________________

Mi ha folgorato il nome prima di tutto, la macelleria mobile notturna mi ha ricordato subito l’avventura romana del dopoguerra di mio nonno Antonio, aveva preso un locale a Campo de’ Fiori, dove nel tempo son passate librerie latterie chissà cosa, si trova a sinistra guardando verso  l’afflizione di Giordano Bruno, il cinema Farnese in fondo dove ho visto un film – Anna (1975) di Alberto Grifi– che aveva alcune scene girate proprio nello stesso cinema, uno specchiarsi di realtà e finzione davvero strabiliante…insomma la macelleria del nonno era lì, lui si preoccupava di rifornirlo di pollami conigli tacchini, ma nel dopoguerra Roma non era un buon mercato e l’idea fu abbandonata presto (chissà poi che dopoguerra si intende, penso l’immediato), ma ogni volta che si tornava a Roma (e di occasioni familiari ce ne sono state innumerevoli) ogni volta che si passava a Campo de’ Fiori (anzi si andava apposta) si favoleggiava su che vita sarebbe stata la nostra vivendo al centro di Roma, sull’essere marchigiani nella capitale e crescere e vivere in quella zona diventata poi piuttosto esclusiva…invece lo spunto deriva da un racconto di Clive Barker e con questo titolo bizzarro – da cui è stato tratto un film – si presenta un “progetto” (si dice così) che non è solo musicale, sulla scena sono utilizzati spezzoni di film, nei video qualcuno danza. La musica raccoglie dal noir americano, fondendosi a ritmi industrial quelli così ossessivi dove si perde il senso di realtà.

 

 

 

(ha collaborato Margi de Filpo)

Un pensiero su “MMM

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