UN AMLETO DI PIU’

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Nei primissimi 70 il registratore Philips con il tasto rivoluzionario e magico per play/rewind/forward era parte dei miei apparati di ascolto, in realtà non ne avevo molti altri. I primi nastri ascoltati furono appannaggio dei Led Zeppelin, ricordo una gita a Sarnano sulla neve e Whole lotta love ascoltato un milione di volte di seguito, andando avanti e indietro. Una volta ho registrato l’Amleto di Carmelo Bene in onda in tv, l’audio non era un granché ma quel nastro l’ho riascoltato infinite volte, fino a impararne a memoria molti passaggi. Ancora adesso riguardandolo su youtube – c’è anche la versione integrale a colori – li ripeto con lo sguardo stralunato del grande Carmelo. Magia della rete stavolta, pochi tasti affatto analogici che non si possono nemmeno chiamare tasti con il touchscreen. Il mix di Freud, Gozzano, Laforgue e naturalmente Shakespeare eh come  ritorna maestoso.

Ed io non voglio più essere io!

Non più l’esteta gelido, il sofista,

ma vivere nel tuo borgo natio,

ma vivere alla piccola conquista

mercanteggiando placido, in oblio

come tuo padre, come il farmacista

Ed io non voglio più essere io!

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