[ antonio prenna ]

(scritto con Lya Luft, a sua insaputa)

Stranissimo ritrovarsi dentro le pagine di un libro. Riconoscersi è però impossibile. Quello non sono certo io. E’ una trasfigurazione tra il dire e l’udire, come direbbe Manzoni. Ma tra il leggere e l’interpretare c’è in mezzo la vita quotidiana. Cotidie conditio in simil-latino. Condizione necessaria se non indispensabile dell’esserci. Ma l’esserci nelle parole scritte da altri e stampate è esperienza affatto comune. Altri ch’erano intenti a suggellare la memoria di resoconti e passaggi verbal-temporali che estrapolati dai misteriosi percorsi della mente diventano qualcosa di scritto.

“Parliamo due linguaggi diversi: il mio amico molto più contemporaneo di me, si vede da come si aggira per le vie di Roma, di come non presta attenzione alle cose di strada, mentre per me è un continuo vedere e rivedere situazioni sfumate dieci, dodici, quindici anni fa, quando venivo spesso qui.”

Qui si parla…

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