DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI LIBRI?

 

Di cosa parliamo quando parliamo di libri?

Lo sapevate che escono in media 161 nuovi libri al giorno (così tanti che la loro permanenza in vendita, e quindi il loro successo, si gioca in poche settimane)? Si può dire che, anche se non ce ne accorgiamo, siamo oramai sommersi dai libri. Basta andare in libreria − ma anche più semplicemente all’edicola, al super/ipermercato (non parliamo poi dei centri commerciali), all’autogrill − per rendersene conto. Libri su libri, di qualsiasi tipo: poesia (pochissima e spesso nascosta sotto chilometri di polvere), narrativa (tantissima, soprattutto romanzi dalle copertine sgargianti e dalle fascette promozionali accecanti che fanno lo stesso effetto di una Strillettera di Harry Potter), saggi (di ogni tipo); case editrici enormi − con una produzione diversificata −, medie − che fanno spesso il loro lavoro senza montarsi troppo la testa, diventando punti di riferimento indispensabili − e piccole − che nascono e muoiono magari insieme a un solo libro. E poi, fenomeno abbastanza recente, oltre ai libri di autori già attivi come scrittori, fioriscono libri scritti da personalità più o meno famose in campi diversi dalla letteratura: fai un programma di cucina in tv? Scrivici un libro! Sei assurto alle cronache per un motivo qualsiasi? Mettilo per iscritto. Hai venduto la casa della tua famiglia? Fanne un resoconto. Come se scrivere un libro fosse il punto d’arrivo naturale di tutte queste esperienze.

A guardare la montagna di libri che ci sommergono, sembrerebbe che noi italiani siamo un popolo affamatissimo di lettura. Ma questo non è vero e non lo è mai stato, e quindi già qui potremmo discutere del perché stampare tanto col rischio di enormi quantità di invenduto. Il punto che ci interessa, però, è un altro: CHE COSA SONO DAVVERO TUTTI QUESTI LIBRI? Di cosa parlano? Seguono filoni particolari, influenzano il pubblico e le mode (o ne sono influenzati), sono bei passatempi o trovate commerciali? E, anche se sono solamente trovate commerciali, fanno bene o male a un popolo così “illetterato” come il nostro?

Per tentare di dare una risposta a tutte queste domande, generAzione rivista lancia l’hashtag #parliamodilibri: dall’1 al 15 aprile lo troverete sul nostro profilo Twitter (http://www.twitter.com/genrivista). Vorremmo coinvolgere un po’ tutti, ma soprattutto coloro che vivono professionalmente i libri e la cultura (editoria, riviste, supplementi culturali dei quotidiani, scrittori, editori, booksblogger ecc.) e i lettori che ne usufruiscono perché − contattandoci su Twitter − ci dicessero in 140 caratteri che cos’è oggi fare libri e occuparsene. La promozione di questo hashtag è fondamentale, così che il maggior numero di interessati lo sappia e ci dica il suo parere.
Il risultato sarà un libretto stampato da Cattedrale Libri (http://www.cattedralelibri.it/) e presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino (10-14 maggio 2012)

http://genrivista.wordpress.com/2012/03/28/parliamodilibri-vi-va/

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