CRONACHE IMMATERIALI

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L’aria è quella cosa leggera, che sta intorno alla tua testa e diventa più chiara quando ridi.
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Non c’è niente di più immateriale dell’aria, attraversata da connessioni, segnali, suoni che ci permettono di comunicare. Soltanto emettendo aria riusciamo a parlare. Tonino Guerra l’ha cantata nel suo modo disincantato. Uno dei tanti omaggi possibili per ricordare lo sceneggiatore di più di 100 film -che hanno accompagnato la generazione dei born in the 50s con scene epocali (la scena finale di Zabriskie Point) aneddoti  visioni (i carrelli di Nostalghia) immagini sguardi (Omar Sharif mentre guarda volare S.Giuseppe da Copertino)  modi di dire (“mi’ nono fava i mattoni”)- è copia&incollare uno dei suoi detti memorabili, una poesia di quelle dette al bar o “fatte” a un pranzo di notte per divertire chi ti sta mangiando e porla in esergo a futura memoria. La collina della PersonalSpoonRiver si sta affollando.

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