#MARINES

Guardo le immagini dei quattro marines in Afghanistan che si “rilassano” dopo una dura e assolata e probabilmente sudatissima giornata di normale e disperata guerra e non mi stupisco più di tanto.

Quante porcate simili saranno state compiute nella storia dell’umanità che crudelmente si affronta da millenni con la armi in pugno?  Posso immaginarlo con facilità.

Il mio problema non è l’indignizione del gesto in sè, ma se sia opportuno trasmetterle in tv e sui media in genere, ma in tv è diverso. E’ certamente una notizia da non trascurare e bisogna parlarne, ma mostrare quelle immagini mi sembra un inutile precipitare nell’orrore di Kurtz. Non si può che morire subito dopo. Proprio come Kurtz. “The Horror! The Horror”.

Il dilemma è nato per l’inserimento di quelle immagini nella sezione internazionale della news room della tv dove lavoro. Ero contrario a trasmetterle così come sono, le avrei almeno oscurate come hanno fatto in molti.

Meglio ancora non le avrei proprio messe in onda,  dichiarando l’orrore mediatico di chi le trasmette, tanto più per un’azione che viola una delle norme della Convenzione di Ginevra, che vieta espressamente la profanazione dei resti del nemico. La replica ai miei dubbi è stata che tanto l’hanno trasmessa in tanti, su youtube tutti possono vederla (ma ci sono delle restrizioni), mostrarle è una sorta di condanna.

Tristemente noto che un paio di giorni dopo la diffusione delle immagini, la notizia è come sparita. Assuefazione all’orrore naturalmente. Al peggio non c’è mai fine.

Ho posto la questione su twitter in questi termini:  opportuno o barbarie trasmettere le immagini dei 4 #marines?

Queste le risposte ricevute:

 è una inevitabile barbarie. Ma non si può evitarlo. È una notizia. E anche molto importante.

Maurizio MolinariMaurizioMolinari@Maumol

opportuno, al fine di accertare in fretta le responsabilita’. Il corpo dei Marines tiene molto alla disciplina

penso che sia opportuno commentarle e spiegare che non si tratta di popoli più civili meno civili ma del bisogno di prendere psicologicamente le distanze dai crimini commessi. se fosse la mia TV, non le farei vedere, perlomeno non complete
Opportuno, per mostrare, appunto, la barbarie dei 4#marines
I soldati americani che pisciano sui talebani torturati e uccisi lo fanno per esportare la democrazia e noi spettatori siamo loro complici
Pura barbarie.
Da cretini fare quello che i 4 (tiratori scelti) hanno fatto. Un professionista non fa queste scemenze.
La vera barbarie è la guerra. In guerra, tutte le vacche sono nere, e urinano. La censura è l’infida sorellastra della guerra
La domanda è: ha senso vedere quella scena? Aggiunge qualche informazione? Aiuta a capire? Ecco, hai capito
😉

purtroppo la gente deve vedere, per credere. E’ la legge dell’informazione da sempre. Con Bin Laden sono stati arroganti!

diciamo che l’inopportunità è iniziata ben prima dei 4 marines

diritto di cronaca o buon gusto / buon senso? Il video dei #marines non lo trasmetterei ma quello di Bin Laden era d’obbligo!

opportuno
credo sia sempre opportuno trasmettere qualunque testo/immagine/dato
🙂
un’opportuna barbarie. Ho scelto di non vederla.

dipende dove (quale media) e quando viene trasmesso. Col web diventa ancora più facile: chi le vuole le può trovare.

due barbarie con un solo servizio 1 farlo 2 farlo vedere

 


3 pensieri su “#MARINES

  1. Adesso sono un pacifista convinto, ma da ragazzo ho studiato un po’ di Kung Fu ed una delle cose che spiegano in un corso di arti marziali è che anche in guerra bisogna attenersi a dei codici di comportamento che prevedono il rispetto per il nemico, per evitare che finita la guerra non ne inizi un’altra. L’azione di quei quattro marine è riprovevole e dalla foto sembra che i cadaveri che stanno scempiando siano di civili. Inizio a pensare che questa sia un’era di barbarie.

  2. Il problema, secondo me, sta nel valore informativo di queste immagini. Forse sarebbe sufficiente dire (ma bisognerebbe saperlo dire bene) che cosa è successo, dichiarando nel contempo che si è scelto di rinunciare al supporto delle immagini. Ma nel processo decisionale gioca molto anche la sfiducia nei confronti del pubblico, oltre che una certa pigrizia del pubblico stesso, che vuole “vedere per credere”.

  3. ho immaginato ke lavassero via la paura: loro e di quei discraziati presi in giro dalla storia. Cristo comunque era lì, in mezzo,
    a guardare; li aspettava…

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