#rt @mhouellebecq

 °°° I GIORNI DI VENTO SONO I MIGLIORI FINO A QUANDO NON DEVO ACCENDERE UNA SILK CUT

Sono dietro di te, Michel. Io ti vedo. Guardo i tuoi giorni di vento che sono i migliori fino a che non ti accendi una Silk Cut. Le isole, si sa, sono sempre ventose.mi sento come un’ombra che sta dietro le spalle di Houellebecq, lo scrittore delle storie di isole possibili, isole per lo più metafisiche. Chiusi in casa aggirarsi per le stanze pieni di nostalgia verso la realtà tattile, così al sicuro dalle contaminazioni dell’emotività. Sguardi gelidamente lucidi sulla quotidianità dell’uomo futuro. Asessuato, privo della capacità di sensazioni. Nessuna concessione ai cambi di umore.

DEL DEPILARSI I GENITALI

Le cinque del pomeriggio.quasi le cinque e mezzo, seduto al mio computer, guardo fuori dalla finestra e non vedo che paesaggi percorsi dal vento. Desolazione, solitudine. Nostalgia dei luminosi giorni della tarda primavera. Mi chiedo se spalmarmi quella schiuma, inebriarsi di quella vischiosità sia la risposta giusta adesso. Non cerco nemmeno un po’ di utilizzare tutte le 140 battute di twitter. Oggi questo è il mio secondo messaggio lanciato in rete e già vedo affollarsi un crocchio di follower pronti a cercar di scardinare il filtro che ho creato tra me e la realtà. Dilemmi epocali. Spalmarsi la schiuma bianca sui peli del cazzo è inebriante.

DELL’ANDARE A NUOTARE, MIXANDO SEDATIVI

Mattino dopo. Io ti vedo Michel, sto sgusciandoti d’intorno come un’ombra, sembra di vedermi con il corpo trasformato in una scia che ti scivola intorno. Il vento s’è calmato. Gli inizi di aprile posssono essere magici sull’isola.

°°° Michel è in cucina, ascolta una musica di Wagner alla radio, con le braccia mima il direttore d’orchestra, conosce bene quel brano del Tannhauser, è l’ouverture che invita al volo radente sulla natura circostante. Michel prende un bicchiere e ci versa dell’acqua naturale, lui odia le bollicine e quella sensazione di pienezza e quel raspare in gola del gas.

°°° fine anni zero, marzo aprile maggio giugno il mese più crudele quando però sarebbe dolce morire, senza costringere nessuno sotto una probabile fredda pioggia sottile di stagione che taglierebbe le guance come aghi di pino, piuttosto vincerebbe il desiderio di accompagnare il morto al luogo dell’estrema veglia con macchine scoperte, invadendo con ritmi dub, a volume esagerato, l’aria che si attraversa aerodinamicamente, stump stump ra ta tan

°°° gentile @mhouellebecq, monsieur per prima cosa devo dirti che non credo tu sia veramente l’houellebcq-scrittore e poi che ci ho messo diverso tempo per capirlo, inizialmente ero convinto della tua houllebecquità per vari motivi, su tutti lo stupido entusiasmo del fan che crede di spiare la quotidianità del suo idolo, fenomeno tipico dei social network, da una specie di buco della serratura, accessibile a pochi fortunati, sai che sentirsi degli happy few è sempre così gratificante, mi chiedo da qualche tempo lo scopo di tutto questo lavorio con le parole, quale fine perseguiva, tra marzo e giugno del 2009, l’estensore di queste brevi note, chi poteva nascondersi dietro questo credibile- ma non verificato – account di twitter, credibile perché le tematiche sono verosimilmente houllebecquiane, di quel suo mondo per lo più allucinato dal benzodiazepan , non verificato perché su in alto a destra del profilo non vedo il fiocchetto azzurrotweet che certifica la veridicità dell’account, che permette insomma di capire se chi digita è proprio quello che dice di essere; ma questo sarebbe secondario nel caso di huellebecq: la verifica infatti deve essere richiesta dall’interessato per impedire scambi di identità, tanto più nel caso di uno scrittore celebrato e acquistato in tutto il mondo, è successo con breat easton ellis per esempio, che in inciso non era nemmeno dispiaciuto che qualcuno scrivesse in suo nome; insomma per il vero houellebecq una semplice verifica che richiede scambi di informazione con un qualcuno dall’altra parte che poi finisce che ti risponde, sarebbe stato uno sforzo incommensurabile, oppure non ci avrà neppure pensato, avrà alzato le spalle con un gesto di sufficienza, stringendo tra il medio e l’anulare la milionesima sigaretta e lasciandosela consumare tra le dita, mentre la cenere dopo un po’ basta un niente, un gesto involontario per farla cadere per terra, esprimendo in quell’alzata di spalle sentimenti di pura indifferenza nichilista, con quei modi in cui ama descriversi proprio houllebecq, attraverso i suoi personaggi; e probabilmente chi ha creato la casella di posta elettronica h8islam@gmail.com, necessaria per accedere a twitter, non viene aperta da chissà quanto; ma il mondo del web nella sua inconsistenza è così strano che tutto può succedere; in una parola caro @mhouellebecq saresti un clone, altro fenomeno tipico di internet, e la clonità si sposerebbe assai bene con le tematiche houellebecquarde lo stile provocatorio dei messaggi è certamente verosimile confrontato con quello dell’autore delle particelle elementari, ma ciò che salta subito all’occhio è quell’acronimo aggressivo- h8 – nell’intestazione dell’indirizzo, sottilmente evocativo di guerre sante al contrario, in una combinazione tipica da linguaggio abbreviato degli sms, capace di descrivere semplicemente con una lettera e un numero le paranoiche fòbie o presunte tali di houellebecq; aggressivo h8islam? quell’ acca seguita da un otto non è immediatamente leggibile fuori dai paesi di lingua anglosassone… ho capito che si trattava della parola ODIO una mattina, al risveglio: mi è balenato l’intreccio di quella lettera e quel numero come una rivelazione; mi sono detto “ma quel cazzo di accaotto vuol dire odio, ma certo…hate…”, mentre in testa ancora turbinavano presenze oniriche, così incredibilmente vivide appena sveglio, in quella zona liminale tra il buio del sonno e la luce della veglia, mentre dal corpo svaniva l’immobilismo involontario del dormire… qui si dice della perfezione della mente che si esprime in modo automatico senza usare concetti, se non nel gorgo di un gergo interiore, ma per visioni imprecise, dissolvenze del pensiero incerto sul limen tra coscienza e azione, non un immobilismo perfetto, perché certamente ci sono movimenti non desiderati, mentre la mente naviga come un byte in rete, da un server all’altro, spostandosi in tempo reale…basta con click per essere altrove…quindi non è detto che tra le comunicazioni innumerevoli e siderali che si susseguono sul web, miliardi in un giorno solo, questa mia non venga intercettata dal vero houellebecq; d’altra parte visto che lo scrittore ha trasformato se stesso in un personaggio ne LA CARTA E IL TERRITORIO – anche se in una intervista afferma che il personaggio lo rispecchia solo in parte- e che quindi la parte non corrisponderebbe al tutto e una metafora non si trasforma in metonimia e una proiezione della realtà naturalmente non è la realtà tout court, allora posso arrivare a dire che dietro un qualsiasi nickname può nascondersi chiunque, quindi anche il vero houellebecq; logica spietata…insomma-per chiuderla qui- questa mia comunicazione ha uno scopo in qualche modo certificatorio notarile: sto realizzando un piccolo libro intitolato BEING @MHOUELLEBECQ, o qualcosa del genere, utilizzando i messaggi di twitter –nell’originale in inglese e questo è già sospetto – che fanno capo alla email destinataria di questa mia, ma vengo al punto (so per certo che houllebecq non arriverebbe mai a leggere fin qui): il silenzio genera assenso e non ricevendo una risposta – o peggio se questa email diventerà un MAILER-DEMON- mi sentirò autorizzato a usare quei tweet per miei scopi, diciamo, letterari; anzi a questo punto voglio dire di più: farò quello che mi pare con o senza assenso, perchè questa è la natura aleatoria della rete– quasi si trattasse di una cabala dove tutti scrivono e nessuno legge, tutti spediscono messaggi e nessuno riceve, non è così forse? [comunicazione per la verità assai ardua quando non si sa a chi ci si rivolge ] (email inviata a h8islam@gmail.com)

°°° 9 MARZO 2009 vita grigia sull’isola , qui è sempre abbastanza caldo e il vento certamente non aiuta, il vento frastorna, ha qualcosa di sciamanico, quasi portasse parole lontane e quando non le porta il vento, è sufficiente collegarsi in rete, con un click qui è pieno di voci, l’orizzonte è uniforme, la presenza del mare, sempre dopo pochi chilometri, è rassicurante, un modo sobrio per non lasciarsi andare è fissare l’orizzonte per un tempo non stabilito ma continuativo, sei sette otto nove minuti di seguito senza distogliere lo sguardo, il laptop occupa una parte dell’orizzonte, sul tavolo sotto la finestra in direzione del mare, osservo l’insieme di natura e tecnologia sdraiato nel soggiorno di questa casa impolverata (una polvere così provvisoria!), mentre la pagina di internet si aggiorna automaticamente ogni 20 secondi, rimandando l’immagine di una telecamera fissa, posta a un incrocio di corso buenos aires a milano, che ricordo così bene

UNA SIGARETTA E UN CAFFE’ OSSERVANDO COME HO PORCAMENTE GODUTO SULLA REAL DOLL

trascorrono diciotto lunghi minuti prima di twittare ancora, intanto lo sguardo vaga sugli occhi vuoti della bambola, provando a farle sorseggiare un po’ di caffè, le labbra restano ovviamente immobili, me ne stupisco e mi meraviglio del mio stupido stupore, una goccia cade sulla lingerie, intanto l’orizzonte non cambia se non per piccoli scarti mentali, il vento sposta spore invisibili e fino a che non troveranno dove fermarsi per rigenerarsi, non avranno pace, continueranno a muoversi, spinte da una forza ineluttabile, provo a giocare a scacchi usando un programma scaricato in rete, dopo pochissime -tre, quattro- mosse a caso (la partita non era dall’inizio) il computer dice in un riquadro “Abbandono!”, non capisco se sono stato bravo o se davvero il colpo di dadi non riuscirà mai a abolire l’azzardo, come insegnava il sublime mallarmé, vincere contro il programma mi lascia indifferente, suona il telefono, lo lascio squillare fino a che non smette, non mi volto neanche verso quel suono regolare, fastidioso solo per la sua matematica intermittenza, quel suono ha spezzato il sibilo del vento per un po’, ci vorrebbe forse un po’ di musica, senza musica si pensa troppo, il segno della mia furia onanistica sulla realdoll mi strappa un sorriso ma solo per un attimo, il rumore delle onde in realtà copre tutti gli altri rumori: il vento, il telefono, una finestra che sbatte di sopra, non c’è bisogno di nessuna musica

STO LECCANDO LA MIA REAL DOLL

Trascorrono altri diciotto minuti prima di un altro tweet, deve esserci una logica in questa scansione temporale, forse una numerologia della solitudine, ricercata guardandosi intorno prepotentemente smarriti, per godere comunque l’effetto dell’evento-che-non-c’è, in realtà sono giorni lenti, persino twittare è una fatica, la realdoll occhieggia, mi è quasi sembrato di vedere un suo battito di ciglia, qualche volta parlo rivolto verso di lei, dovrei trovarle un nome

GUARDANDO LE ONDE INFRANGERSI SU QUESTA ROCCIA ANDALUSA MI CHIEDO SE UN’ARABA RIUSCIREBBE A FARMI GODERE

comunicazioni brevi, il modo migliore per raccontare epifanie, rigorosamente nelle battute permesse da twitter, il sistema non accetta prolisse descrizioni, ormai la conoscono tutti la favola delle 140 battute, l’acqua del mare – che non scorre- sempre uguale e forse sempre diversa anche se può essere sempre la stessa come un loop strano desiderio…un’ araba che non evoca certo il gusto delle narrazioni esotiche, quelle da mille e una notte e che mi ricorderebbe voltaire e i suoi “persiani”, un racconto tira l’altro, una serie di stanze dove un’apertura conduce a un’altra stanza, con un’apertura che conduce a un’altra stanza ancora e così via…”persiano” sarebbe borges allora, una contorsione geografica che dal medioriente trasporta d’un balzo – verso l’infinito e oltre – verso il famoso e famigerato realismo magico, quando dopo aver attraversato sentieri biforcuti, davanti al plotone di esecuzione la vita scorre come in un film che accelerato…il ghiaccio, si…ricordo il ghiaccio quando arrivò a macondo…o forse è solo nei film che si trova l’immagine del plotone e gli occhi del condannato che guardano in alto e – zang tumb tum – ecco la scena accelerata all’indietro in un vorticoso rewind @mhouellebecq usa l’inglese CUM , la più triturata parola di tre lettere, usata per lo più nelle navigazioni hardcore, una piccola parola piena di orridi scoscesi, risalite incerte, sublime ansimare con gli occhi pieni di meraviglia, voglia ancora di sentirsi vivi, il vento certo non aiuta, trasporta con sé la polvere dei millenni e briciole di vita che vanno a rinnovarsi altrove, non in questo deserto, invece l’odio per l’islam suggerito da quell’ h8 può trasformarsi, con una contorsione anagrammatica, nell’odio di m verso la isla , “michel odia l’isola”, suona anche bene, suona esotico

AGGIORNANDO 4CHAN

4chan è la parola-chiave…rinnovare la pagina di 4chan è la situazione-chiave…immaginare @mhouellebecq alle prese con la metafisica delle isole aggirarsi per casa, da qualsiasi parte nel mondo, un elegante loft di new york o in una casa di provincia del sud dell’inghilterra o chissà dove, versandosi pessimo vino cileno o californiano o australiano, annoiato “oh come m’annoio”…intanto gettare un occhio su 4chan …premere F5 compulsivamente…

OUT OF STRAWS AGAIN

in inglese straw è strettamente connesso alla scarsa consistenza della materia, fuori dalla condizione di paglia, da uomo di paglia, lo pseudohoullebecq scrive in inglese e non nella sua lingua madre e per la teoria imperante del complotto e che rende la terra incerta del web un luogononluogo attraversato da una segnaletica sviante, il più vero del vero è il suo contrario: un assioma per definizione necessario che permette di orizzontarsi tra voglia di ermeneutica e pulsioni immediate soddisfatte subito dopo, all’istante come se il tempo fosse sospeso in un eterno presente: fuori, dentro, guardare le onde per minuti interminabili, lasciarsi trasportare dal soffio del vento, immaginarsi altrove e sapere che quell’altrove sarebbe vissuto con la nostalgia dello stesso momento vissuto, xanax di sicuro crea effetti cotonati nella realtà circostante, da dove si vorrebbe fuggire solo per tornarci con la fantasia @MarthaStewart

QUANDO UN CANE BRUCIA VIVO, LA SUA ANIMA E’ PURIFICATA

rivolgere a una delle signore della tv americana una questione sicuramente assente dalla domandefrequenti martha – lo scopro dal suo blog – sta leggendo un libro di bill streever (freddo: avventure nei luoghi ghiacciati) e forse il suo stesso cuore è di ghiaccio, cerco di immaginare la sua espressione indignata dopo aver letto del cane che brucia vivo l’account su twitter è verificato, c’è scritto verified sopra la foto del profilo

BEVENDO UN DOPPIO ESPRESSO MENTRE SULLO SCHERMO SCORRONO IN LOOP ANCORA E ANCORA LE IMMAGINI DEL MENU DI MATRIX:REVOLUTIONS

una pioggia di dati scende a livello travolgente su di me, sono investito di sapere universale, connesso all’intelligenza-presunta-collettiva, intanto un’onda segue a un’altra, l’acqua è sempre diversa e sempre si assomiglia, mi aggiro per casa furtivamente, lascio le finestre socchiuse, questo vento sciamanico non aiuta, mi arrivano le polveri dell’antichità di passaggio su questo lembo di universo ancora europeo, non trovo le parole per raccontare il dialogo con la mia realdoll, dialogo senza interlocutore, le dicevo a voce alta di reagire allo stato ci cose presente “reagisci, ti prego, dimostrami il tuo amareggiato interesse”, le battute dei tweet si susseguono così come mi vengono in mente, sono abbastanza io? riconosci lo stile oh tu fratello di bite? Sono abbastanza convincente? Eppure ti sto raccontando la verità, sono qui a guardare le labbra che rimarrano immobili, cercando un segno di comprensione, lanciami un segnale, dimmi che mi ascolti

A COSA DEVO QUESTO SAPORE ARIDO?

lo stesso giorno, il 9 di marzo, la “narrazione” procede frammentaria, pensieri vaganti che riflettono momenti della giornata, mhoullebecq guarda fuori dalla finestra, desolazione? solitudine?

ADDORMENTATO AL DESK. MEGLIO PENSARE A UN PASTO LIQUIDO

mi invade spesso un senso di nausea che imputo al vino cattivo del supermercato che raggiungo qualche volta a piedi, il ritorno a casa spesso è tragico, le borse pesano soprattutto per le bottiglie di vino cileno, il vento continua a raccontarmi di eventi che sui giornali occupano poco spazio, in genere quei trafiletti invisibili senza un intereresse specifico,combattimenti lontani, il fuoco che avvolge le case, l’odore di carne bruciata non si sa se di animali o di persone

NOIA

PRESO UN ALTRO XANAX

meglio l’oblio, cercare altrove la risposta senza contraddizioni

VISTO ALTRA PORNOCOMPILATION, VOGLIA DI CREDERE A QUEI SORRISI

gli sguardi sono innumerevoli, sguardi in macchina, rivolti a quell’altro da sè dalla parte opposta dell’universo – mondo chiuso in motel o alberghi di lusso, tutto molto professional – e si potrebbe pensare a un censimento di quegli sguardi, facce comuni, classificate sotto la categoria amateur le più interessanti, occhiate strappate al momento cosmico, una folla di donne uomini ragazze impertinenti nel loro guardarti dritto negli occhi, anche loro forse cercano di sfuggire alla noia, con l’occhio attento all’orologio (quando finisce?), simulazioni di pura felicità, artefatte pantomime in lingerie, inseguire l’immobilismo dei sentimenti, provarci almeno a rendersi immobili, impossibile con il corpo vigile, facile con un altro xanax @evaangelinaxxx I love your tits. (attenzione questo utente non esiste, avverte il sistema con una scritta che compare sulla pagina senza simboli, non per esempio come la pagina con la balena sollevata da palloncini quando twitter è over capacity)

L’INTERVISTATRICE HA UN NASO PERFETTO. SU DI LEI VORREI FARE LA STESSA COSA VISTA NELLA COMPILATION CADUTO UN BICCHIERE. LASCIATO PER TERRA. CONTINUO A SPORCARE LA CASA

le mani purtroppo mi tremavano, mi capita spesso negli ultimi tempi, ragionavo sul livello del vino che raggiungeva l’orlo del bicchiere, non riesco mai a regolarmi, il liquido o troppo poco o stupidamente debordante, provo a avvicinarmi al lavandino del bagno, adesso che l’orlo è colmo, tremolante dell’elemento liquido che uscirebbe volentieri dalla solidità del vetro che lo costringe in un recipiente, c’è ancora margine per evitare una fuoriuscita, inevitabilmente una mossa falsa lascia cadere qualche goccia, se troppo poco tendo sempre a rovesciare per accidia le due dita di vino nel bicchiere

PASSEGGIATA FUORI CON CLEMENT, IL MIO CANE

una vera consolazione la presenza di un animale, guardo i suoi occhi che non possono che esprimere servilismo, l’idiota sguardo del cane che ti sembra buono per natura ma che solo esprime, nella sua finta misteriosa profondità, desiderio di essere sfamato, un cane ti ama semplicemente perché lo nutri

FATTO LA DOCCIA. CLEMENT HA PISCIATO SU “OUI”

°°° gentile houelle so che non aprirai questa email per ovvi motivi di ingombro della casella postale ecc comunque sto lavorando a un testo che ho intenzione di chiamare RETWITTING o qualcosa di simile utilizzando i messaggi contenuti nell’account di twitter @mhouellebecq che probabilmente non è stato mai usato da te, grazie dell’attenzione eventuale, considererò il silenzio assenso come parte integrante del mio agire letterario e quando il lavoro verrà pubblicato mi sentirò libero da ogni vincolo, ciao LA CARTA E IL TERRITORIO non è male e complimenti per il goncourt (email spedita a michel houellebecq all’indirizzo houelle@magic.fr)

°°° 10 MARZO 2009 @sashagrey

PRENDERESTI IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI CLONARTI?

IL TAPPETO E’ ANDATO

la consapevolezza della usurabile natura del tappeto è commovente, pensando poi che si concretizza in un tweet, esattamente quattro ore dopo aver leccato la real doll,

MI SONO APPENA VOMITATO ADDOSSO, IL FIOTTO E’ EMERSO COME UN’ ESALAZIONE MENTRE RIPOSAVO SUL PETTO E’ SCESA UNA GOCCIA IMPERTINENTE PER LO PIU’ ANNOIATO. NESSUNA VOGLIA DI FAR RISALIRE LA CHINA. RIMARRA’ LI’ FINCHE’ IL DESIDERIO NON TORNERA’ COMPRATO IN FARMACIA CREME AUTOABBRONZANTI @stoya COME VORRESTI ESSERE NEL MIO FILM EROTICO?

le ansie carnivore del niente seduto a guardare il mare, twittando con le pornostar per rendere intelligibile il-mio-mondo-attuale in poche battute, ascoltando il mormorio delle nostre profondità, faccia a faccia ma sempre attraverso un vetro divisorio e le facce sono compresse in una bidimensionalità che è soltanto superficie, gioco davvero sottile, capacità mimetiche fuori norma, è soltanto quell’ H8ISLAM a rendere inquietante l’insieme si trattasse di bisogni primari il cuore si riempirebbe di tenerezza, il vecchio houelle che cerca di ammazzare il tempo, il solitario houelle alle prese con la ricerca di sé, il superego che scivola via sulla patina grigiastra dei giorni vuoti, circondato da una natura rigogliosa, il mare intorno, visioni fintamente demoniache di ragazze al di là dell’oceano, concentrate sulla carriera, sull’esprimere se stesse prepotentemente, dentro houelle invece il vuoto “scegli tu, tesoro, il modo”, scrive lei, “posso essere quello che TU desideri che io sia, è l’eterno gioco della seduzione”, lo sguardo è tutto, pensa michel

DELL’ANDARE GIU’ IN SPIAGGIA CON CLEMENT E UN PACCHETTO DI SILK CUT NEL CASO PORTATO UNA GIACCA A VENTO. FORSE UN REVOLVER. I MATERIALI IMPERMEABILI MI PROCURANO GIOIA ASPETTANDO @romanpolanski PER ACCEDERE A GCHAT

°°° 11 MARZO 2009

AVEVO UNA DELUDENTE MANCIATA DI XANAX PER PRANZO DI IERI. SPERAVO DI SVEGLIARMI GIOVEDI MASTURBATO GUARDARDO CLIP IRRUMATIO BOURBON E “TRILL” A RIPETIZIONE

°°° 12 MARZO 2009

SCRIVENDO LETTERA FAN A @roccosiffredi

POTREI MANGIARE QUALCOSA OGGI. AL POWERBAR? GUARDANDO CLEMENT RIPULIRE CON LA LINGUA LA MIA EIACULAZIONE

°°° 13 MARZO 2009

GIU’ IN SPIAGGIA CON CLEMENT. GLI HO INSEGNATO UN NUOVO TRUCCO: IGNORA FRISBEE, COGLIONE! AZZANNA FRISBEE COMPRATO DENTIFRICIO. SONO UN CONSUMATORE EFFICIENTE

°°° 16 MARZO 2009

ELIMINATI I VIDEO NON ANALI DAL MIO HARDISK VESTENDO LA MIA REAL DOLL COME UNA IMPIEGATA STATALE

***

17.09.11

Michel, she says, you’re missing! I nod yes: was, am, always.

Michel, ha detto lei, sei sparito! Certo, ho detto io: ero, sono sempre.

We’ve seen others but this journey belongs to me, Clement and this Mercedes. And Serbia! In Serbia we found girls who’d service all 3 of us.

Abbiamo visto gli altri ma questo viaggio appartiene a me, a Clement e a questa Mercedes. Ora Serbia! In Serbia abbiamo trovato ragazze che ci hanno fatto un servizietto a tutti e 3.

21.10.11

I have bought a tazer for personal protection but also pleasure. Clement barks at our landscaper, twitching in the grass

Ho comprato un taser per difesa personale ma anche per piacere. Clement abbaia al nostro giardiniere, rotolandosi nell’erba

We visit the drugstore in tandem, Clement and I, and lie under the shaving cream.

Visitiamo il supermercato in tandem, Clement e io, lasciato sotto la schiuma da barba

Barista found a rival cafe’s apron in my hamper, showed herself out. Clement’s ears perk at the door, then me, and back to the television.

Consolidated my pill bottles to reflect Clement’s bone jar. We toast this Seacrest, chewing at our roulettes.

22.10.11

@skeetonmischa “the new Eugenides”

michel houellebecq

@mhouellebecq

Reading the new Eugenides. : /

Douglas Reinhardt

@skeetonmischa

[1] [ Sei ebreo? Sei cattolico? Sei mussulmano? Sei donna? Sei uomo? Sei gay? Sei di destra? Sei di sinistra? Ti mantieni cautelativamente al centro? Non c’è problema: per ognuno di noi lo scrittore francese ha il suo metodo per tentare di farci incazzare. Non a caso è un biologo. Non a caso è un attento, ma non ci tiene troppo a sbandierarlo, lettore di Céline, scrive gpserino su satisfiction ]

[1] [ “Meglio se le giornate scorrono tutte uguali. Mi piace quando non succede nulla” Neanche una bella sorpresa?, insiste l’intervistatrice “Preferibilmente no” ][1]

[1] [ Il clima nelle singole Isole viene influenzato e condizionato dalla conformazione delle stesse.

Quelle caratterizzate da rilievi, i quali ostacolano i percorsi dei venti provenienti da nord, originando due condizioni climatiche diverse: fresco umido e piovoso dove i venti arrivano e fanno sentire la loro influenza, secco e soleggiato dove non possono giungere o comunque dove posso scorrere via senza alcun ostacolo]

[1] [ La ventosità è invece un caratteristica, situazione molto ricercata ed apprezzata dagli sportivi che praticano il Surf, il windsurf il Kitesurf ecc. ecc., che si possono trovare in certe località di Tenerife e Gran Canaria ma più diffusamente in alcune coste di Lanzarote e soprattutto a Fuerteventura ]

[1] [Le Real Dolls sono giocattoli sessuali, simili a manichini, venduti in tutto il mondo e costruiti dal 1996 a San Marcos, in California, dalla Abyss Creations. Grazie alla tecnologie sviluppate nell’industria hollywoodiana degli effetti speciali le Real Dolls sono oggi le più realistiche bambole sessuali del mondo. Il realismo va oltre il semplice aspetto, l’esoscheletro in PVC permette al corpo le stesse posizioni di un essere umano, mentre il corpo in silicone riproduce le fattezze di una donna persino al tatto. Si possono combinare tipi di corpo, facce, capelli, colore degli occhi.

I prezzi vanno dai 6.500 dollari ai 10.000]

[1] [Nella rappresentazione giapponese Sayonara, la bambola androide Geminoid F creata da Hiroshi Ishiguro recita per venti minuti accanto a un’attrice in carne e ossa.

Il direttore dello show Oriza Hirata apprezza le prestazioni dei robot, poiché i loro problemi si possono risolvere con semplicità: la voce e i movimenti di Geminoid F sono infatti controllati da alcuni computer posizionati dietro le quinte]

[1] wondering if an Arab could make me cum

[1] [ Un clima salutare. Sin dal 1800 le Isole Canarie venivano raccomandate dai luminari della medicina Europea come luogo “miracoloso” per la cura di determinate malattie; soprattutto di quelle polmonari, delle vie respiratorie, di tipo reumatico ed epidermico. Relax, salute e benessere è infatti la prima “formula turistica” che diede grande popolarità a Gran Canaria e diede inizio, per così dire, all’industria del turismo oggi così ben sviluppata, strutturata e organizzata. ]

[1] [La più anarchica, folle e a suo modo potente «bacheca» di messaggi sul web ha incrociato più volte la strada del social network che cinguetta. Per ora senza causare danni, ma riuscendo a far entrare tra gli argomenti più cliccati di Twitter le parole d’ ordine nate proprio all’ interno del forum. L’ ultimo caso, di questi giorni, è quello di «#sept2nd»: l’ obiettivo era creare la massima attenzione sul giorno 2 settembre, generando il maggior numero di messaggi possibile sul social network. Il motivo? Nessuno, come (quasi) sempre nelle iniziative di 4chan. Ma che cos’ è 4chan? Un sito nato nel 2003 a opera dell’ allora quindicenne Cristopher Pool, per condividere informazioni su fumetti e cartoni giapponesi. Il nome è un calco del forum giapponese Futaba Channel, 2chan.net, ma nel tempo 4chan si è evoluto in una maxi bacheca suddivisa in più aree, in cui fioriscono discussioni disordinate, oscure e infarcite di pornografia. Una community mossa principalmente dalla forza degli «Anonymous», gli anonimi della rete che agendo come una intelligenza condivisa hanno compiuto negli anni diverse imprese. Sono nati su 4chan molti «meme», parole-chiave o immagini che fanno il giro del web in maniera virale.]

[1] [4chan è una prigione di internet per malati di mente dal quale non c’è via di uscita.

Se non diventare uno di loro.

Il sito americano si basa semplicemente sulla possibilità di rispondere a qualsiasi post aggiungendo anche un’immagine al commento personale. Questo semplice meccanismo, che non richiede iscrizione o patti col sangue, lo ha reso popolarissimo soprattutto fra troll e imbecilli che, seguendo i rispettivi istinti, bisticciano tutti i giorni senza tregua, alimentati da altri utenti che scommettono grosse cifre. 4chan ha un bel giro, in un certo senso.]

[1] [Si chiama Christopher Poole, aka M00t, ha 22 anni ed è uno dei re di internet. Un monarca poco noto al grande pubblico per via del suo comportamento schivo, ma anche per le terre che governa. E’ lui il creatore e deus ex machina di 4chan, l’image board più temuta al mondo. Technology Review gli dedica un interessante speciale questo mese. Poole non è famoso come Mark Zuckerberg e non è ricco come Bill Gates o Steve Jobs. Anzi, all’inizio del 2009 il Washington Post affermava che Poole aveva accumulato debiti per 20.000 dollari e viveva in casa con sua madre a New York, quasi fosse un “bamboccione” qualsiasi. Eppure i numeri di 4chan sono impressionanti. Creato nel 2003 quando Poole era 15enne, su 4chan oggi sono presenti 567 milioni di post, oggi si stima che gli utenti che visitano il sito siano 11 milioni al mese e che scrivano un milione di post al giorno. E’ logico pensare che le spese per il mantenimento siano ingenti e che non bastino di certo le donazioni spontanee per mantenere in vita il tutto. Figuriamoci per diventare ricchi. D’altra parte chi vorrebbe sponsorizzare quello che è di fatto il lato oscuro della forza di internet? Se la rete fosse stata protagonista in Star Wars, 4chan sarebbe stato uno strumento nelle mail dell’Imperatore Palpatine.]

[1] [ Martha Stewart, nata Martha Helen Kostyra (Jersey City, 3 agosto 1941), è una conduttrice televisiva e intrattenitrice statunitense, conosciuta nel mondo televisivo e dei magazine per i suoi progetti di cucina, giardinaggio, bon ton, fai-da-te, e, in generale, come guida nel lifestyle e nel ménage domestico.]

[1] [ Sasha Grey, pseudonimo di Marina Ann Hantzis, nata in California a Sacramento il 14 marzo 1988, è un’attrice pornografica statunitense. Di lei ama descriversi come una esistenzialista, pornostar e artista. In numerose interviste ha affermato di voler lasciare l’ambiente hard e di volersi dedicare ai suoi interessi culturali, principalmente la cinematografia della Nouvelle Vague. legge Burroughs, Yeats, Baudrillard e Nietzsche. ]

[1] [ Stoya pseudonimo di Jessica Stojadinovich E’ nata a Wilmington North Carolina, da padre serbo e madre scozzese.Si fa chiamare anche Stoya Doll è una giovane pornostar americana vincitrice del AVN Awards 2009 : Best New Starlet Negli States è l’antagonista assoluta di Sasha Grey. e in un recente sondaggio fatto tra utenti di diversi siti americani parrebbe lei la vincitrice, anche se di misura. E’ anche modella Goth, Latex e Fetish ]

IL FUMETTO E’ DI TOMMASO MORETTI

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