JARRETT

Nella mia notte prima degli esami sono stato allo Sferisterio di Macerata ad ascoltare Cecil Taylor (vedi) e Keith Jarrett.

Il primo suonava col gruppo.

Il batterista per scaldarsi prima di iniziare il concerto – era ancora giorno – scioglieva le braccia con una corda. Le ruotava, guardando serissimo davanti a sé. I mattoni rossi del muro che serviva per giocare al pallone col bracciale nell’800, acquistavano il colore nel crepuscolo.

 

Il secondo, il Jarrett del disco Live in Koln, si esibì al piano solo ed era in gran forma. Il mattino dopo avevamo lo scritto di latino ma non potevo mancare, quando riascolto quella musica (la stessa pur nelle improvvisazioni) sono fermo al 1976.

2 pensieri su “JARRETT

  1. versione di latino: ” pssss vuoi la traduzione…” “..no la faccio da solo, la so fare” incredulità sulla mia faccia astante…..

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