DON TONINI

Nei tardi ’60 Monsignore, magrissimo come sempre, stava per giungere a Macerata per insediarsi come vescovo. Una piccola sosta davanti casa mia per benedire quanti lo aspettavano. Davanti alla Cappellina dedicat a ai caduti che noi chiamiamo Madonnetta c’era una piccola folla capeggiata dal curato del paese. Don Giuseppe nervoso fumava più del normale durante l’attesa. Finalmente ecco il vescovo. Sembrava di vivere la scena dei Promessi Sposi quando Borromeo visita il paese di Renzo e Lucia. Tonini benedice la folla, don Giuseppe è contento, tutti sono contenti. Altri tempi quelli senza il traffico feroce di ora. Anni luce dopo sono al Teatro Titano di San Marino. Monsignore, magrissimo come sempre, sta parlando di bioetica di embrioni. E’ divertente con quella sua voce stridula e sottile. Sono lì non per intervistarlo ma per dirgli se si ricorda di quella volta al mio paese. Certo, figliolo, come posso dimenticare, dice lui. E don Giuseppe era forte eh? Insisto. Altro che, dice lui, lo ricorda con tenerezza con quel suo sguardo sognante che guarda altrove.

Il racconto GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI l’ho scritto per partecipare al premio dedicato a Giovannino Guareschi.

 Ho sempre visto don Giuseppe come un perfetto don Camillo. Gli assomigliava persino a Fernandel. Però ho sempre dimenticato la data di scadenza per spedire in tempo utile il racconto. Ogni anno m’accorgo del concorso troppo tardi (o troppo presto per poi dimenticarmene).

 L’idea di scriverlo m’è venuta dopo l’incontro con Monsignor Tonini, sempre magrissimo.

https://antonioprenna.wordpress.com/2010/01/30/gli-ultimi-saranno-i-primi-racconto/

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