GREGORETTI

Appuntamento a casa di Ugo Gregforetti  nel centro di Roma per parlare di Goldonia. A quei tempi conduceva su Rai3 una trasmissione singolare, itinerante per i luoghi d’Italia, in compagnia d’un giovine che poi non si è visto più. Il tono del programma era scanzonato, fintoperplesso, decisamente alla Guglielmi, ripercorrendo modi che conoscerò poi in riedizioni mattutine dei suoi vecchi programmi, con il tocco leggero dell’informazione bianca, quella che diverte e lascia percorrersi di rimandi e collegamenti.Il salotto dove ci sediamo ha finestre basse che danno su una piazzetta piena di sedie. Nella piazzetta c’è un bar. Bello qui, dico. Sono i primi giorni di giugno. A Roma fa caldo, le finestre sono aperte. Dovrebbe sentire la sera, dopo cena, dice lui. C’è un chiasso tale. Bello lo stesso, penso. Posiziono i microfoni. Mi appresto ad affrontare l’argomento che mi interessa con le mie domande preparate (sono ancora lontano dalle interviste improvvisate successive, una tecnica che ho affinato con il tempo). La registrazione della conversazione farà da prologo alla messa in onda c/o il canale tv dove lavoro di Viaggio a Goldonia, il singolarissimo viaggio nel tempo, abilissimo collage di testi attinti eccetera (lo leggo nel risvolto di copertina del libro edito nel febbraio 1982 da Il Saggiatore), materiali scelti da Gerardo Guerrieri, sceneggiato tv pieno di attori tosti e attrici gagliarde, Monica Guerritore, Paolo Poli, Gabriele Lavia, Paolo Bonacelli, Laura Betti, Manuela Kustermann.Gregoretti nello sceneggiato interpreta se stesso in un viaggio nel tempo teatrale letterario del 700 di Goldoni. Parliamo di Goldonia. Questo suo lavoro di poco più di dieci anni prima. Non mi ricordo nemmeno chi era l’operatore di ripresa. Lo saprò quando sbobinerò il mio pezzo e il testo sarà messo a compendio di questo mio scrivere, ma adesso proprio non me lo ricordo. E nemmeno mi ricordo del tragitto fino a Roma. Mi ricordo solo che il divano era assai confortevole. Alla fine mi regala il libro tratto dalla edizione televisiva, su cui scrive una piccola gentile dedica (a me, nuovo spettatore di Goldonia).

 Il libro non l’ho mai letto ma è sempre in lista di attesa nelle letture possibili.

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