LUZI

Ho intervistato anche quello che era il senatore a vita più vecchio del mondo nella sua casa di Firenze millenni fa.
Ero ancora giovane allora mentre lui era già vecchissimo. Avevo anche l’autrice, avevo. Che s’era scritto delle domande precise precise con tutti i suoi bei riferimenti e rimandi e possibilità di zigzagare se il Pueta svicolava dalla traccia del suo seminato. Mentre sono convinto -la divagazione è d’obbligo per stabilire natura di mio lavoro – che l’intervista è ipnosi e niente bisogna prepararsi, è tutto qui dentro in mia testa in mio background caspita. Ipnotizzi l’intervistato con il fallico microfono e no importa se uomo o donna, donna anzi è peggio perché le donne in questo sono sensibili e hanno ragione, hanno, non ammettono loro che quel coso le ipnotizzi. Sono loro ad ipnotizzarti se sono persone interessanti. Insomma io sono un improvvisatore, l’intervista genuina è quella che nasce come per caso. Parlando del tempo che fa, come buoni vecchi conoscenti che si incontrano per strada e mentre sta piovendo dicono “sta piovendo eh?”
Torniamo al senatore a vita più vecchio del mondo e dell’intervista nel suo modesto studiolo fiorentino. Si parlava dell’amico suo allora senatore a vita a sua volta, critico letterario insigne soprattutto di letteratura francese, quello che per lui la letteratura è come vita.
Nel corso dell’intervista la sedia da regista – con al seduta di vecchia stoffa chiara- che m’aveva gentilmente offerto il Pueta cede. C’era già uno strappetto ma diventa voragine sotto di me. La sedia si rompe. Divento di tutti i colori. Provo a dire: “maestro ci scriverà una poesia sulla sedia rotta? Eh? Me lo promette?”
Mi guarda come intenerito. Ero davvero giovane allora e lui era già vecchissimo. Finisce lì, ma sono destinato a rivedere il Pueta ad un convegno a Ravenna su Dante e Pound. Gli rivolgo domande, registro il suo intervento e a microfoni spenti (quando sento espressioni come queste rabbrividisco) gli chiedo della poesia sulla sedia rotta. Lui mi guarda sornione senza rispondermi. Sorridendo però ritorna al convegno e dice cose strepitose su Dante senza citare Pound.
PS L’autrice poi ha pubblicato le interviste in un libretto – c’era anche il critico letterario e l’architetto più bravo e famoso del mondo perchè è di Milano: l’ho scoperto proprio ora scrivendo questo pezzo e cercando notizie sul Pueta e gli altri. Senza citarmi. Ah le donne!

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