WAITING FOR THE MAN

è tardi ora, finalmente c’è buio, c’è silenzio, ci sono le stelle di cui hai visto l’arrivo al crepuscolo, tu scrutatore di cieli…sto bene in questo buio, a cercare il tuo sguardo, che non c’è ora, lo sento perchè c’è stato, perchè sono quì perchè mi hai guardata…o mi hai vista?…domande, risposte, desideri, attese, promesse e ciò che avverrà è già tutto nel lungo attimo di quello sguardo, prima ancora che una mano si poggi, che i volti si avvicinino…per quel momento…per quel momento, cosa non si può fare…
che già lo sai che quel momento ti racconta tutta la storia, ma ogni parte di te ne vive l’attesa ed il suo piacere è già presente, già lo senti che ti percorre ogni fibra…

…è così che mi piace, a volte, i momenti interlocutori, le pause di silenzio, che senti il suono di ogni respiro, di un sussurro appena accennato al tuo orecchio e senti perfino il rumore del corpo che si muove…la pause dopo, che è bello fare sesso, ma non è bello anche dopo quando stanchi si finisce per restarsene lì buttati uno addosso all’altra a magari si ridacchia, ci si guarda solo ancora, si dorme un po’, si fa poco e con indolenza, che poi magari dopo, di nuovo…?
…e i giorni senza programmi, che si fa quel che viene in mente, colazione tardi, una passeggiata fuori da tutto…bosco? mare? lago? campagna?..o non si esce proprio, tutto il giorno a letto…me lo ricordo un giorno così, 24 ore in una stanza e tutto il mondo era lì e che bello, che abbracci, che niente tempo che lento tempo che fuori da tutto che bello stare al mondo che le cose da fare sono milioni e perchè mai ci dobbiamo disperare così tanto, perdere così tanto..

…la notte quì alla luce di uno sguardo che sento e non conosco, la notte è folle, senza dubbio, ed io mi vesto della sua follia, lo sono anzi…lievemente, allegramente, irresponsabilmente folle…come potrei sennò parlarti senza eco, mandare parole al buio, al silenzio, al lettore dai mille volti che mi dice scrivimi dal suo pianeta lontano?

tu che vorresti riscrivere la storia dal verso che non è stato io che scrivo la pagina impossibile di una notte che non è…

…la luce nera qui e ora cioè sempre in un eterno presente e forse mai che può anche essere qualche volta…mi viene in mente paristexas lui guarda lei che non può guardare lui…

..sì paris texas…io non sono mai stata una donna da guardare…non sono mai stata una donna da vetrina, nè una donna della distanza…è strano…
sono sempre stata nello sguardo reciproco, gli occhi negli occhi l’unico modo per non andare alla cieca, per sapere di esistere…
ora sono vista senza poter vedere e lo sguardo su di me ha il sapore dolce di una lunga carezza, il sogno caldo e bizzarro e allegro della notte di pioggia da cui è nato,
ed è soffice come una nebbia d’autunno e buio come lo spazio che lo circonda, piccolo pianeta abitato solo da due, io e te……

l’importante è l’immediatezza delle emozioni…come quando guardi a un’opera d’arte di cui non sai nulla e ti piace perchè ti piace e basta…

…le parole che dico a te sono tue, non c’erano prima, non ci sarebbero state senza…sono tue e ciò che tu ne fai è ciò che le giustifica e dà loro senso: le ascolti, le ricordi, le dimentichi, la fai tue ….

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