THE AVATAR

…sbirciare tra i libri ascoltando micus, sognology il linguaggio segreto dei sogni mi dice che il coltello sognato indica aggressività (?), mancanza di riguardi nei confronti altrui, il coltello da caccia quello di raccontare meno fandonie e di non darsi troppe arie perchè si viene smascherati…figurati…con tutti questi avatar che mi svolazzano in testa…stalin senza baffi ufficiali sovietici vampirizzati nazi-zombie leviatani dittatori d’una sola stagione ritratti acidi dove il soggetto muove le ciglia appena robot steampunk nostalgie di un futuro solo pensato e graficamente reso con il gusto dell’epoca ritratti a testa in giù ma niente oscenità e irriverenze religiose pur con quella stupida dicitura sul profilo dell’appartenenza alla chiesa di google…lo sguardo si sposta sui libri davanti, stavolta senza sfogliarli…guaradare e nonm toccare altrimenti non finisco più…in evidenza -li vedo bene da qui -pynchon golding malaparte wallace srgt pepper campana cardarelli junger leo longanesi coetzee chatwin joyce cèline cataloghi di mostre ginsberg bilenchi houellebecq i libri in cui si accenna anche minimamente a me o almeno compare il mio nome e last but not least il sommo baudelaire…vivo insomma nella molteplicità ma quegli avatar non voglio essere chi vorrei essere io, attenzione…è solo un gioco stile videogame…mischiare le carte…piaciuto sempre…il socialismo liberale con l’operaismo insieme alla rivoluzione conservatrice…nietzsche pensiero negativo quando l’oggetto si mostra fuori fuoco…il soggetto in frantumi tramortito da tutta quella melancolia che baudelaire chiama spleen…i crepuscoli come momenti assoluti dove fermare le attività solo per contemplare l’orizzonte ed esprimere con convinzione l’esserci… i fenomeni della natura come arcobaleni piogge improvvise le lunghe scie degli aerei in cielo che formano una scrittura misteriosa con indicazioni psicogeografiche però precise…

allora perchè non mostrarsi?

l’anno scorso all’inizio di fb -si era poco prima di natale- era così bello presentarsi con la propria personalità evidente, una foto significativa che esprimesse aperditadocchio tutto un mondo in uno solo scatto…il gioco che ci aveva visti dal 1996 in parte esseri digitali ondeggiare burrascosamente in forum & chat & piattaforme blog quando apparvero & poco altro fino al presente, con tutti questi cianguettii, sirene dell’etereo che non raggiungi mai che non raggiungi mai come negli incubi corri e stai sempre lì …da quelle prime tastierate forsennate momenti esaltanti, la mente che va a mille, il solito vulcano sempre magmaticamente in ebollizione trovare nuovi stimoli che dall’incorporeo diventa esperienza…il pow wow quella chat dal nome indiano come il mio nick attuale (passando per palomar dedalus ignotomidivora cantos luomocheguarda e altri) per esempio era entusiasmante, era come esserci davvero…il rischio era la frustrazione dell’afferrare niente afferrare aria per l’accidia del sogno dell’immobilismo perfetto che ti porta alla pigra seduta del sabato e della domenica in poltrona a leggere giornali e ascoltare mjusica e meditare su quello che c’è là fuori…fino a qualche contatto, fino alle timide telefonate…restavano parole su fogli stampati da rileggere con piacere dicendosi che una qualche storia o morale o estetica doveva contenerla quella sequela di parole in libertà…puro flusso di coscienza…anzi fluxus che suona meglio… sprol.o.o.q.u.io fine a se stesso, poco costruttivo, perso in dischetti o file sepolti nel cimitero di internet…

mi volto allora verso quest’altra libreria….vedo frank zappa l’i ching gli album di francobolli i meridiani heidegger monsignor tonini…pasternak e hesse in belle edizioni mai letti davvero…un volume con le foto del barone von gloeden viste a venezia secoli fa…tutto andrea de carlo in attesa di sistemazione…guareschi e coelho…dentro il camino albi a fumetti, caravan, volto nascosto (avatar mai usato e da ricordarsi di inserire nel profilo) il primo numero di greystorm (piace poco)…c’è anche un librone sui sogni di fellini con suoi disegni che peserà 4 o 5 chili…sul camino diverse radio portatili una foto di duchamp e una copia dell’osservatore romano con un artciolo su van gogh…sono circondato di riferimenti colti, anche nei mobili…ettore sottsass le corbusier un po’ di design non guasta mai…muri bianchi, niengte quadri, solo uno questo si malinconico con degli alberi e una burrosca di colori grigi anche scuri distribuiti con una spatola che è rimasta attaccata al quadro…e qui suo tavolo basso dove mi sono spostato (questioni di batteria scarica) altro wallace il design anonimo in italia woody guthrie la pittura moderna e la tradizione romantica del nord – intanto ho messo su pulp fiction…

nascondersi è rivelarsi ho capito alla fine del giro di giostra digitale e tutto quanto scrissi fin qui serve per delineare pur in un certo modo incerto la natura del tempo liquido che mi porta a dire che il tempo non esiste…quanto tempo ho impiegato cosa c’è stato quali spazi ho percorso tra la prima parola scritta in questa nota e il punto interrogativo che la chiude?

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