GOOD CHARLOTTE

 

Sono troppo emozionata per dire quello che penso.
Sono un po’ senza respiro.
Pareri tecnici li avrai da chi ne sa molto.
Io sono solo una lettrice. Quando mi calmo e lo rileggo, ti scrivo il mio pensiero.
Grazie
ME

Ho stampato e riletto.
So che è una bozza, un flusso senza argini, ed è bello anche per questo.
Da lettrice trovo difficile capire a prima vista quando parla LUI e quando LEI.

Mi ha travolta, ha travolto ME

“…le parole che dico a te sono tue, non c’erano prima, non ci sarebbero state senza…sono tue e ciò che tu ne fai è ciò che le giustifica e dà loro senso: le ascolti, le ricordi, le dimentichi, la fai tue …. va tutto bene…sono tue , sono per te…con il mio sorriso…”

M’immedesimo, quante volte l’ho pensato?

“…non conosco il tuo nome, il tuo volto, il tuo dove il tuo come il tuo chi e perchè…
conosco le tue parole di una notte, le tue parole e poi le mie che hanno fatto questo piccolo sentiero intorno ad una stanza o intorno a una bolla di nessuno spazio, di nessun tempo si sà, e che eppure un nostro tempo lo scandiscono, lo creano…
conosco l’improvviso nascere di un’ emozione e con quella ti ho con me,
abbracciata dalla tue parole, la tua compagnia fatta di un dire e di ciò che evoca, che crea…
si, sei con me…”

E’ perfetto. Ma come fai? Capisco che sei uno scrittore, ma andare così nel profondo, riesco a sentire, tutto. E’ dolce e diabolico riuscire a scoprire le emozioni degli altri, e le proprie. Sei un criminale delle parole, un violentatore dell’anima. Che bello.

“ognuno lo sentirà a modo suo, lo leggerà col suo sogno ed al suo sogno dirà…
se dalla nostra stanza escono sogni fa bene al sognare…
nessuna stanza è mai chiusa del tutto, ma ciò che succede è comunque privato, inconoscibile come il mistero del guardarsi di due, da lontano, e così vicini che nessuna prossimità lo è di più..”

Furbissimo!! Forse non è voluto ma ogni lettore ADORA essere coinvolto così intimamente, è esattamente ciò che vuole!

“….è come se così stesse accadendo non trovi?…un’assurda , imprevedibile chimica di incontro che crea nella memoria e nel sentire una reazione di tipo positivo, un effetto a catena che in parte fa affiorare in parte da vita a nuove forme…e si…è sempre così che si sente quando accade,un incontro inedito ma già noto, che già esisteva in qualche parte di te…”

Ma cosa posso dire io leggendo esattamente ciò che sento scritto da un altro, cioè da te?

Posso solo godere di tanta bellezza.

“stiamo nell’attimo che non finisce e non si ripete, siamo nella sensazione di una mano che percorre la nuca, nella vertigine di quel tocco, di uno sguardo che senti in mezzo al petto…
e c’è una musica lontana, la sento ancora come il canto di una sirena…
è qualcosa di bello e di perturbante, mi piace e mi duole, in un qualche modo che conosco…”

E anche qui, mi perdo. E’ come capire senza sapere. Ma come è possibile?

“…che tardi che è, uomo senza volto, che stanca io di vedere io il mio oggi, mille volte giocato per il nostro gioco, mille volte visto per essere guardato da te…da te che io non vedo…e nei tuoi occhi sconosciuti cerco invece il mio riflesso più bello….un riflesso di desiderio, l’unico che davvero mi dia una qualche bellezza per me impossibile altrimenti da sentire, per me non altrimenti interessante da sapere…io non cerco unO specchio…cerco una visione nuova, un immagine sconosciuta di me e di te che sconosciuto sei e l’avventura è conoscerti, l’avventura è vederti…o meglio vederci , che nell’ incontro di due i singoli dovrebbero rimanere sullo sfondo, fornire respiro e materia ad un diverso esserci…”
Questo avrei potuto scriverlo io, se sapessi scrivere. Non è che per caso hai poteri sovrannaturali e leggi nel pensiero?
“per ora mi piace che il livello di percezione reciproca (più per me che per te in realtà) sia ad un livello primordiale, senza le sovrastrutture delle relazioni normali…la vita vera è da un’altra parte, questa è una dimensione che rasenta la letteratura”
Ho un dejavu, ma immagino che sia solo lo scherzo che fa immedesimarsi troppo nella letteratura. Grave errore. Spero diventi un romanzo.
Mi piace da morire.
ME

non riesco a collegarmi o riesco male ed è ancora come se mi mancasse il fiato, non che sia ormai propriamente net-addicted, questo no, ma sento che sto vivendo un’esperienza fuori dal comune e che devo battere il ferro finchè ecc.e anche se la stessa esperienza-fuori-dal-comune la stanno provando milioni di altri come me, poco importa essere parte di una specie di club che accoglie così tanti soci, la sensazione è quella di sentirsi costantemente altrove, sempre in viaggio e mobili eppure ieraticamente immobili, come quando si è immersi nel mare e senza un muscolo in movimento si tenta di raggiungere la perfetta sintesi tra il sentirsi vivi senza fare altro che contemplare il proprio immobilismo e svuotare la testa dai concetti logici, soltanto la luce del sole, la trasparenza dell’acqua e il fuori fuoco che crea l’immersione ad occhi aperti valgono quei momenti di incredibile e apparente immobilismo del corpo che in realtà non lo è per rimanere a galla….tutto comincia con ME da un rimando buttato là con noncuranza e raccolto chissà perchè, clickando su “mi piace”…è tutto molto emo-rock, petali di roselline rosse su corpi diafani, orchidee in b/n fotografatieda mapplethorpe nel lontano fine secolo scorso come si trattasse di ventri femminili di seni procaci di muscoli, lo stesso effetto, oppure giardini zen rastrellati con cura da un tipo con una cinta di panno vermiglio ai fianchi…trasformo il mio consueto pantheon marxleninista.burlesque-dadaista in qualcosa di più delicato, i brani musicali presi da youtube postati in bacheca formano un palinsesto che saltabecca dai 60 alle ultime proposte dell’indie attuale (linguaggio da iniziati che in parte mi fa orrore: postare, bacheca, amici, invece wallpaper già suona meglio, album sembra quasi di sfogliare qualcosa di vero)…condurre il gioco suona invitante agli uomini -e io non sono gli uomini- ne vanno pazzi sade ci ha costruito un universo parallelo…è il teatrino delle aspettative, il desiderio si gioca spesso sul predisporre le maschere e più il libertino conosce in anticipo le sequenze del suo peccare più si sente poi appagato…

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