BURROUGHS

Roma, 30 Giugno 1979

Stasera l’ho visto a Castelporziano il williamburroughs e mentre compravo thesoftmachine  ad un banchetto ai bordi della spiaggia, lui declamante con voce roca un suo pezzo che dice se inzuppi la bandiera americana nell’eroina io me la succhio.

Parole dure, il vecchio Bill col suo cappello a tese e l’abito grigio dell’irregolare uniformato si agita sul palco, da poco tornato alla sua dimensione di ribalta e non più teatro di psicodrammi che a rivederli nel film di Cronenberg diventano un’altra cosa.

Riportò la calma col suo OHM Ginsberg e il suo amico Peter e tanti altri con le tablas e gli organetti e le voci di tutti, quiete e tranquillanti. Il mare Tirreno lì di fronte, i fuochi in spiaggia dietro il palco. 

Mi sembra un bel gesto letterario l’acquisto del libro [1], costo lire 2000, nel momento in cui la luce attraversa l’occhio di bue che circonda l’autore.


[1](ed.sugarco, una casa editrice scomparsa negli anni 2000)

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