PRIMAL SCREAM
Prima di salire sul palco del Velvet di Rimini, un brano dei Sex pistols è come una sigla che preannuncia l’ingresso in scena dei Primal Scream: God save the Queen ad un volume esagerato.
Bobby Gillespie, il leader e cantante del gruppo, si avvicina verso di me con i pugni alzati e incrociati, con il gesto che il popolo di 1984 compie nelle riunioni di massa. Il gesto è visibile nel film interpretato tra gli altri da Richard Burton nella sua ultima apparizione cinematografica. Il film uscì proprio in quel fatidico anno divenuto proverbiale.
Gillespie non può evitarmi, impugno una piccola telecamera e sono proprio nel punto di passaggio per arrivare al palco. Il resto del gruppo è dietro, tutti loro aspettano la fine del brano per iniziare lo show. Quando mi è vicinissimo, mi accosto al suo orecchio per farmi ascoltare. Gli dico I was in London in 1977, punk is great, lui dice yeah man (o qualcosa del genere) e continua ad alzare i pugni.
L’inno punk finisce e i Primal Scream balzellano fino ad occupare le loro posizioni per il concerto. Gillespie appena afferrato il microfono urlerà PUNK IS GREAT.

27/01/2012 a 17:53
[...] dentro la mucca di floyce c’è tutto quello che sedimentava in me in quei primi metà 90, quando i ragazzi giù a seattle indossavano camicioni da boscaiolo (le portavamo qualche anno prima anche noi, ripudiandole quasi subito) e sulle chitarre diventavano furiosi e se si gettavano dal palco sul pubblico si aspettavano di essere raccolti, tanto i locali erano piccoli e gremiti, come a londra nella mia personale (memorabile) notte del punk raccontata altrove [...]